La protesta
Cancellate le svastiche in piazza Cavallotti
Livorno, dopo la segnalazione della questura gli addetti del Comune hanno pulito le facciate, ma restano le scritte sui cassonetti
LIVORNO. Due operai del Comune, armati di tinta bianca e pennello, giovedì 15 dicembre hanno cancellato le scritte della vergogna: una serie di svastiche e simboli nazisti comparsi nei giorni scorsi nella zona del Mercato centrale e più precisamente in piazza Cavallotti, cuore del commercio livornese, dove molti dei proprietari dei negozi hanno origini ebraiche. A sollecitare l’intervento dell’amministrazione il giorno precedente, una comunicazione partita dalla questura e nella quale si faceva riferimento alla serie di scritte censite dagli agenti della Digos che stanno indagando per risalire all’autore dei messaggi razzisti. In particolare, oltre alle svastiche, il numero 88 che richiama la doppia ottava lettera dell'alfabeto, cioè “Heil Hitler” e la doppia S stilizzata che rimanda invece ai combattenti delle SS nella Germania nazista.
Tutto risolto? Quasi. Perché oltre alla decina di simboli nazisti sulle facciate dei palazzi - alcuni dei quali anche molto datati nel tempo - a una più attenta osservazione, residenti e commercianti si sono accorti che le scritte sono comparse anche altrove, in particolare sui coperchi dei cassonetti della spazzatura e su un contenitore di metallo che il proprietario dell’edicola usa come piccolo magazzino.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.14572063:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/12/15/news/nuove-svastiche-scoperte-in-centro-a-livorno-caccia-all-autore-1.14572063]]
«Di questa svastica vergata sempre con una bomboletta di colore nero - spiega un commerciate della zona - se n’è accorto il titolare dell’edicola all’angolo tra via del Cardinale e via di Franco. Subito dopo abbiamo chiamato nuovamente la questura che in pochi minuti è subito venuta a fare un nuovo sopralluogo». Dunque, per eliminare completamente le tracce di questo nuovo rigurgito razzista sarà necessario sostituire i contenitori in plastica e riverniciare l’armadietto. Sperando che l’autore o qualche sciocco emulatore non colpiscano nuovamente. In ogni caso la polizia, e in particolare la Digos, sta continuando a indagare per risalire all’autore delle scritte.
Ovviamente - come ricordava il commerciante che per prima ha notato quei simboli - la ricostruzione più accreditata è che «si tratti di un gesto all’insegna della pazzia». Ma intanto gli agenti della polizia stanno acquisendo le immagini delle telecamere per verificare se il protagonista sia stato filmato durante l’esecuzione delle scritte effettuate sempre con una bomboletta nera. Sì, perché di una cosa anche gli inquirenti sono certi: il blitz vicino al negozio di Piero Disegni è avvenuto negli ultimi giorni sfruttando il buio e l’impalcatura installata recentemente che protegge da occhi indiscreti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
