Il Tirreno

Livorno

Port Authority Livorno, in pole position Ferrante e Corsini

di Mauro Zucchelli
Port Authority Livorno, in pole position Ferrante e Corsini

La quasi-nomina di Becce e il duello con Rossi, poi Annunziata e Monti outsider E ora spuntano l’ingegnere del ministero e il suo collega di Palazzo Chigi: la notizia in anteprima sull'edizione cartacea del Tirreno di giovedì 15 dicembre

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LIVORNO. In pole position per la nomina al timone dell’Authority di sistema Livorno-Piombino c’è un tecnico, anzi forse due. Con identikit simile: laurea in ingegneria civile idraulica e presenza ai piani alti della tecnostruttura del governo. Il nome che corre di bocca in bocca è quello di Andrea Ferrante, classe 1959, che siede nel Consiglio superiore dei lavori pubblici, terza sezione (opere marittime): ha alle spalle anche il lavoro a Roma per costruire le linee guida per i Prg portuali nel pool del quale, detto per inciso, facevano parte anche l’ingegner Alberto Noli (progettista del Prg portuale livornese), Massimo Provinciali (attualmente segretario generale a Palazzo Rosciano) e Luciano Canepa (avvocato marittimista livornese).

Ma, se per un qualsivoglia motivo dovesse saltare la designazione a Venezia, si ritroverebbe in corsa sulla ruota di Livorno anche Stefano Corsini, 58 anni: a Palazzo Chigi è dirigente al Dipartimento programmazione politica economica del Cipe, cioè il braccio operativo interministeriale guidato da premier e ministro dell’economia che ha messo in concreto sul tavolo i 50 milioni indicati dal governo per la maxi-Darsena livornese.

È da capire su questo nome (o nomi) della tecnostruttura governativa romana l’atteggiamento del governatore Enrico Rossi: potrà alzare un muro per difendere altri candidati o provare a ottenere in cambio di indicare lui un nome come segretario generale per completare il tandem al timone di Palazzo Rosciano. Comunque sia, continuano a rimbalzare anche altri papabili: se non dovesse essere Ferrante (e neppure Corsini), è a una figura di quel tipo che Delrio pensa. Peraltro, come outsider di lusso c’è Andrea Annunziata, avvocato, 62 anni da compiere a febbraio, dato per papabile anche a Bari-Brindisi, ex deputato della Margherita ed ex sottosegretario nel secondo governo Prodi, negli ultimi otto anni al timone del porto della “sua” Salerno.

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Resta in lizza anche Luca Becce, 57 anni, savonese, che arriva dal gruppo Gip (capofila Luigi Negri) e nel porto di Livorno è amministratore delegato del terminal Tdt e di Cilp, oltre che di Alp. Negli ultimi mesi ha fatto parte di un tris di indicazioni sul quale sono state scambiate decine e decine di telefonate sull’asse Roma-Firenze: gli altri due sono Alberto Rossi, avvocato genovese che ha fra i propri clienti il colosso Msc, e Luciano Guerrieri, ex sindaco di Piombino ed ex assessore provinciale ma soprattutto dal giugno di 11 anni fa alla guida del porto piombinese ora aggregato a Livorno.

Alla metà di ottobre sulla nomina di Becce era arrivata una intesa informale fra Regione e ministero, dunque la cosa era data per fatta: solo che in extremis la questione era stata stoppata da Palazzo Chigi. Dai veti incrociati sui nomi di Becce e Rossi è sembrato che, ad un certo punto, si sia virato sull’esigenza di trovare una figura terza: a distanza di mesi dal primo round di indiscrezioni su quel nome, era tornata in auge l’ipotesi di chiamare a Palazzo Rosciano Pasqualino Monti, dopo gli anni alla guida del porto di Civitavecchia (e di Assoporti, l’organizzazione di categoria delle istituzioni portuali). Nelle ultime settimane al suo posto aveva preso quota il nome di Annunziata.

Siamo adesso in dirittura d’arrivo. Lo dice il fatto che il ministro Graziano Delrio sarà a Livorno lunedì: nessuno lo dice ufficialmente ma di fatto, per permettergli di essere lui a tagliare il nastro insieme al governatore Enrico Rossi, è stata spostata di due giorni l’inaugurazione del terminal Fs in Darsena Toscana che collega in presa direttissima le banchine alla rete ferroviaria.

Difficile credere che Delrio voglia farsi vedere a Livorno senza aver già in mano la nomina: un’opera importante come la direttissima Fs da 40 milioni di euro finirebbe – ingiustamente ma inevitabilmente – nel cono d’ombra delle polemiche sulla mancata nomina. Eppure Livorno è stata la prima Authority a essere insediata nel ’94, eppure è stata l’unica a anticipare la riforma aggregandosi a Piombino: proprio con Delrio officiante.

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