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Nuove svastiche scoperte in centro a Livorno, caccia all’autore
Indagine della Digos dopo il ritrovamento del simbolo nazista fuori dal negozio gestito da un commerciante di origini ebraiche. La questura al Comune: cancellare le scritte naziste
LIVORNO. Nella città delle Leggi Livornine e dell’integrazione spuntano simboli nazisti: svastiche soprattutto, ma anche il numero 88 che richiama la doppia ottava lettera dell'alfabeto, cioè “Heil Hitler” e la doppia S stilizzata che rimanda invece ai combattenti delle SS nella Germania nazista. E di scritte simili, purtroppo, ce ne sono diverse.
La prima è stata trovata martedì 13 dicembre a pochi metri dallo storico negozio di Piero Disegni, commerciante di origini ebraiche, in piazza Cavallotti. Ma gli agenti della Digos ieri mattina hanno fatto un giro nella zona del Mercato centrale e di simboli simili ne sono stati censiti parecchi, prevalentemente sui muri, ma anche su cassonetto della spazzatura, come potete vedere anche dalla foto che pubblichiamo in alto.
È in questo clima di pericoloso rigurgito razzista che la polizia ha aperto un’indagine per risalire all’autore delle scritte. Ovviamente - come ricordava lo stesso commerciante ieri - la ricostruzione più accreditata è che «si tratti di un gesto all’insegna della pazzia». E questo come diceva Disegni ce lo auguriamo tutti. Ma intanto gli agenti della polizia stanno acquisendo le immagini delle telecamere per verificare se il protagonista sia stato filmato durante l’esecuzione delle scritte eseguite con una bomboletta nera. Sì, perché di una cosa anche gli inquirenti sono certi: il blitz vicino al negozio di Disegni è avvenuto negli ultimi giorni sfruttando il buio e l’impalcatura installata recentemente e che protegge da occhi indiscreti.
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CANCELLARE LE SCRITTE. In attesa di eventuali svolte investigative sulla vicenda, già nel pomeriggio di ieri dalla questura di via Fiume è stata inviata una comunicazione al Comune di Livorno con la lista dei simboli nazisti censiti in città con la richiesta di farli cancellare al più presto.
LE REAZIONI. Unanime lo sdegno da parte del mondo polito e dell’associazionismo per la scritta comparsa in piazza Cavallotti. «Questo simbolo - spiega no dall’Anpi Livorno - speravamo di rivederlo solo nei documentari e nei libri di storia, non sul muro di un negozio della nostra città, che vanta con orgoglio il proprio antifascismo e le 10 medaglie d' oro al valor militare dei livornesi che hanno combattuto nella Resistenza. Augurandoci che si sia trattato di un atto di ignoranza e di volgarità compiuto da qualche imbecille che nemmeno sa quello che fa, ricordiamo però che non va mai abbassata la guardia nei confronti della difesa dei valori della democrazia e che il fascismo e l' antifascismo sono ben altro dell'antico e rispettabile scontro tra guelfi e ghibellini».
Sulla stessa lunghezza d’onda sia il Pd Livorno che il consigliere regionale Francesco Gazzetti: «In attesa che l'episodio sia chiarito - scrive - serve tenere altissima la guardia. Soprattutto per spiegare alla giovani generazioni cosa rappresentano quei simboli e per far capire il delirio e la follia omicida che li ispiravano. Parlare di fascismo, nazismo e soprattutto di antifascismo - prosegue - è un dovere per l'oggi e soprattutto per il domani. Condannare queste parole e queste scritte demenziali, esprimendo piena solidarietà e vicinanza alla Comunità Ebraica livornese, sarebbe già un bel segnale da parte di chi si riconosce nei valori fondanti della nostra Repubblica. Io lo faccio da livornese e da antifascista, sempre».
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