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Un mese in carcere, assolto dal tribunale dopo quattro anni
Livorno, il Tribunale di Livorno ha assolto Fabio Lenzi, 52 anni, dal reato di associazione per delinquere finalizzato alla detenzione e allo spaccio di droga nell’ambito dell’operazione "Dirty call"
LIVORNO. È rimasto per quasi un mese in carcere tra l’aprile e il maggio del 2012, ora a distanza di oltre quattro anni il Tribunale di Livorno ha assolto Fabio Lenzi, 52 anni, dal reato di associazione per delinquere finalizzato alla detenzione e allo spaccio di droga nell’ambito dell’operazione “Dirty call”, una maxi inchiesta coordinata dalle Procure di Livorno e Firenze. Sabato scorso il collegio presieduto dal giudice Angelo Perrone ha depositato le trentatré pagine delle motivazioni alla sentenza di assoluzione letta in aula un mese prima.
«Dopo l’arresto del mio assistito - spiega l’avvocato Francesco Agostinelli - sin da subito era emersa la totale inconsistenza delle accuse a suo carico. Infatti con un provvedimento del 15 maggio successivo il Tribunale distrettuale del Riesame di Firenze, in accoglimento dell'istanza di Riesame, e anche grazie ad alcune approfondite indagini difensive, aveva annullato l'ordinanza restrittiva ordinando l'immediata scarcerazione del Lenzi senza sottoporlo ad alcun obbligo alternativo».
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Si è rivelata poi vincente la scelta di chiarire in dibattimento, davanti al Tribunale di Livorno, la posizione del cinquantaduenne. «La sua colpa - va avanti il legale - è stata quella di avere regolarmente noleggiato alcune autovetture a Nabil Zakraoui e ad alcuni suoi amici, tramite la società per la quale lavorava».
Una ricostruzione che rispecchia quella dei giudice che in sentenza spiegano come: «La compagna del principale imputato, Nabil Zaraoui, abbia confermato che le auto venivano noleggiate dalla società di Lenzi, ma durante la deposizione non ha fornito alcun elemento che dimostrasse la partecipazione dello stesso nell’attività di spaccio».
Oltre a Lenzi il collegio ha assolto dai reati a loro ascritti anche Mario Tedesco, Mourad El Arbi e Hassen Mogadi. Mentre ha condannato Moahmed Ben RaiesAndallah a 8 anni e 3 mesi di reclusione oltre al pagamento di una multa di 30mila euro.
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