Il Tirreno

Livorno

Sui bus 12mila multe l’anno, ma Ctt incassa solo il 10% delle sanzioni

di Lara Loreti
Sui bus 12mila multe l’anno, ma Ctt incassa solo il 10% delle sanzioni

Livorno, parla il presidente della società di trasporti: «A Livorno il dato più basso». Di duemila raccomandate inviate a casa dei morosi, 356 sono state pagate

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LIVORNO. I numeri parlano da soli: di 11.936 multe, contestate nel 2016 da Ctt a passeggeri senza biglietto, ne sono state riscosse solo 1.586, di cui subito 33. Degli altri verbali, 396 sono stati pagati entro cinque giorni; 801 oltre i 5 giorni. Il che vuol dire che la Compagnia Toscana trasporti ha riscosso solo il 10% delle sanzioni fatte ai cittadini che viaggiano senza aver pagato il ticket. Una media sorprendente che rappresenta un caso unico in Toscana: le altre città dove il trasporto è gestito dalla stessa compagnia sono più virtuose. A Lucca, ad esempio, viene corrisposto il doppio delle multe rispetto a Livorno. Questo vuol dire una cosa sola, ben sintetizzata con ironica eleganza da Andrea Zavanella, presidente della società: «A Livorno c’è una scarsa propensione al pagamento spontaneo». Tradotto, quasi nessuno paga. Le conseguenze possono essere crude: basta guardare cosa è successo in via Grande lunedì pomeriggio, quando due controllori sono stati presi a pugni da un giovane senza biglietto che voleva sfuggire alla verifica.

C’è un altro elemento che fa riflettere e che conferma questo amaro dato di fatto: sempre nel 2016 (i dati si riferiscono al periodo che va dall’inizio dell’anno a l’altro ieri) sono state notificate a casa, attraverso lettera postale, circa 3000 multe di cui 2096 per raccomandata (il sistema usato per inviare i verbali ai minori sanzionati) e circa mille con decreto ingiuntivo (destinato invece ai maggiorenni). Delle multe spedite per raccomandata ne sono state riscosse solo 356, che vuol dire il 16 per cento. Quindi un dato più o meno in linea con il primo. Una situazione che va avanti da anni e per cui la Ctt Nord sta cercando di trovare una soluzione. Abbiamo analizzato il problema con Zavanella che anticipa al Tirreno le contromisure prese dall’azienda.

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Presidente, i livornesi sono un popolo di evasori?

«Mah, questa è una definizione eccessiva. Diciamo che non sono propensi ai pagamenti. Una cosa è certa: rispetto agli altri bacini dove gestiamo il trasporto pubblico (Lucca, Pisa, Massa Carrara), quello livornese ha una media di pagamenti particolarmente bassa. Il 10 per cento è davvero poco. C’è poi da fare un’altra riflessione: se di 12mila multe fatte ne riscuotiamo solo 1500, vuol dire che va trovato un sistema per notificare e far pagare anche le altre 10.500. L’azienda quest’anno è riuscita a notificare solo 2.000 raccomandate e circa 1.000 decreti ingiuntivi. Questo perché è fisicamente ed economicamente impossibile mandare 10.500 lettere, che hanno un costo dai 6 ai 9 euro l’una. E dall’invio delle quali, peraltro, non c’è alcuna garanzia sulla riscossione».

Con che criterio vengono selezionate le multe da inviare per posta?

«Non è facile, diciamo che cerchiamo di valutare chi ha fornito dati certi o quanto meno riscontrabili. E quindi proviamo a valutare chi è più probabile che possa pagare la sanzione. Infatti può capitare, ad esempio, che l’indirizzo fornito dal passeggero sia legato a un domicilio temporaneo».

Quale può essere una soluzione contro l’evasione?

«Abbiamo appena siglato un protocollo con l’Agenzia di riscossione (ex Equitalia, ndr) per semplificare l’iscrizione al ruolo delle sanzioni non pagate, cosa che avviene a nove mesi circa dal verbale. In pratica ci sarà un meccanismo automatico per cui le multe non riscosse saranno gestite dall’agenzia, che provvederà a inviare una cartella ai morosi, in cui sollecita il pagamento. Questo sistema andrà a regime da gennaio. Intanto, abbiamo già installato un nuovo software che permette di indicizzare rapidamente e in modo ordinato le multe, i dati e gli indirizzi - elaborati quindi telematicamente - a cui mandare le raccomandate e i decreti ingiuntivi. Così facendo, il numero di lettere inviate può salire sensibilmente fino ad arrivare una copertura integrale: oggi la gestione manuale non ci permette di fare di più».

Molti pensano che a non pagare siano soprattutto stranieri, le risulta che sia così?

«Ci sono numerosi stranieri, alcuni dei quali non hanno documenti, che fanno di tutto per sfuggire al controllo, ma ciò capita anche con i livornesi. Viceversa, succede spesso che ci siano ambulanti stranieri, che prendono il bus ogni giorno, e che siano muniti di abbonamento, come al contrario livornesi che salgono a bordo una tantum per andare al mare, senza fare il biglietto. Con questo voglio dire che l’evasione è un fenomeno trasversale».

Lunedì c’è stata l’ennesima aggressione ai danni di due controllori, come state gestendo questo fenomeno e qual è la reazione dei dipendenti?

«Sia gli autisti sia i controllori sono formati per gestire queste emergenze: l’input è prevenire ed evitare le tensioni. E grazie all’atteggiamento conciliante dei lavoratori si eliminano molti problemi, altrimenti il dato delle aggressioni sarebbe molto più alto, almeno venti volte tanto. Inoltre, sui bus nuovi gli autisti hanno a disposizione un pulsante da pigiare in caso di bisogno che permette di avvisare, in modo “occulto”, la nostra centrale operativa».

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