La protesta
Inchiesta Aamps, no alla perizia sui pc di sindaco e assessore
Il giudice ha rigettato la richiesta di incidente probatorio fatta dal pm: «Operazione meccanica, non è irripetibile»
LIVORNO. No alla perizia sui pc del sindaco Filippo Nogarin e dell’assessore al bilancio Gianni Lemmetti sequestrati dalla guardia di finanza lo scorso 5 di aprile in Comune. La maxi-inchiesta “Città Pulita” che riguarda le presunte irregolarità avvenute in Aamps dal 2012 ad oggi (dalla gestione Pd fino dell’attuale governo pentastellato), segna così un nuovo passaggio formale di quella che si prospetta come una lunga partita a scacchi tra accusa e difese: una ventina gli indagati tra politici, amministratori e dipendenti pubblici con reati che vanno dall’abuso d’ufficio, al falso in bilancio e alla malversazione ai danni dello Stato, fino alla bancarotta fraudolenta e all’induzione a dare o promettere utilità.
Stavolta è il Tribunale, e in particolare l’ufficio del giudice per le indagini preliminari, a scrivere questo nuovo capitolo rigettando la richiesta del pubblico ministero Massimo Mannucci di estrarre i dati contenuti nei computer del primo cittadino e dall’assessore in sede di incidente probatorio. Il giudice Antonio Del Forno, lo ha fatto attraverso un provvedimento depositato in cancelleria lo scorso 3 dicembre. Nell’atto il gip cita due sentenze della Corte di Cassazione dell’estate 2015 e aggiunge che si tratta di «una operazione meramente meccanica», riproducibile per un numero infinito di volte e dunque non si tratta di «operazioni irripetibili», come invece era stato prospettato dalla Procura.
Un atto che a livello di indagine non cambia molto (l’inchiesta sarà prorogata di altri sei mesi), ma rischia di impedire la restituzione dei due pc al sindaco Nogarin e all’assessore al bilancio fino alla chiusura delle indagini: termine ultimo nel quale il pm dovrà nominare un consulente di parte, informare le difese delle volontà di estrarre i dati e dare l’opportunità anche a loro di nominare un esperto affinché garantisca il regolare svolgimento delle operazioni e impedisca eventuali alterazioni dei dati contenuti nei due computer.
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