Gioco
Quel 5 in pagella brucia al sindaco Nogarin: «Dobbiamo fare di più...»
Il sindaco dopo i voti sul Tirreno: «È anche il risultato di tante scelte impopolari» Poi l’annuncio sul traffico: «Di notte in centro parcheggeranno solo i residenti»
LIVORNO. Il 5 in pagella non piace a nessuno. E . Filippo Nogarin rompe il ghiaccio con una battuta, mentre fa capolino nel salone delle cerimonie, dove stanno chiacchierando la vicesindaca Stella Sorgente e gli assessori Paola Baldari e Andrea Morini: «Fate la valigia, quelli che sul Tirreno hanno preso dal 6 in su vanno a casa». Battute a parte, per la giunta pentastellata, arrivata al giro di boa del mandato, è tempo di primi bilanci: nel fine settimana abbiamo chiesto a venti livornesi, rappresentanti di mondi e sensibilità diverse, di dare un voto a sindaco e assessori per quanto fatto fino a oggi.
All’indomani di quel voto Nogarin, che ha incassato un’insufficienza (la media della giunta è di 5,78), rivendica scelte «impopolari ma coraggiose» e fa qualche mea culpa, a partire dalla partecipazione, che dovrebbe essere un cavallo di battaglia per i pentastellati e che invece è rimasta spesso nascosta. «Il 5,3? Sinceramente - dice dal divanetto di pelle della sua stanza - mi aspettavo di meno, perché abbiamo fatto tanti provvedimenti impopolari, dettati dalla volontà di creare una discontinuità con le clientele del passato. Questo porta a un voto critico».
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E quali sarebbero i provvedimenti impopolari?
«Il concordato Aamps su tutti. Il percorso deciso ha rappresentato una discontinuità con il passato perché per la prima volta non sono i cittadini a mettere milioni di euro con le ricapitalizzazioni di fine anno per tenere in piedi un bilancio che non era più sostenibile».
Sindaco, l’insufficienza può essere legata a provvedimenti impopolari, come dice lei. Ma anche a cose fatte male o non fatte proprio.
«Credo di poter essere tacciato di tante cose ma non di immobilismo. Abbiamo macinato tanto lavoro in questi due anni e mezzo. Sicuramente una buona parte non è ancora così visibile da essere tramutata in consenso. Ma non è il consenso a muovere la mia giunta, è il bene della città».
Vabbé, qualche voto vorrete pur riprenderlo.
«Ma non sarà in nome della ricandidabilità che mi fermerò rispetto ad alcuni provvedimenti se serviranno a far sì che la città riparta, riacquisti fiducia dal punto di vista del commercio, del lavoro, dell’ambiente...».
Molti di coloro che hanno accettato di dare un voto, hanno definito poco incisivo, se non inconsistente, quanto fatto sul fronte del lavoro.
«Il Comune non si occupa di lavoro».
Allora che ci sta a fare l’assessorato al lavoro in una città con un esercito di disoccupati?
«Il Comune non si occupa di generare lavoro, non ha competenze dirette su questo e non avrebbe neanche gli strumenti finanziari per farlo. Il Comune ha interesse verso le politiche del lavoro nella misura in cui diventa attrattore di potenziali investimenti e cerca di generare le condizioni perché questo avvenga».
Forse in questo senso non è stato fatto abbastanza?
«Non direi. Abbiamo ereditato una situazione drammatica. E in alcuni casi invece del rispetto istituzionale che ci saremmo meritati, abbiamo ottenuto un atteggiamento ostruzionistico sul piano del rilancio».
Si riferisce alla Regione, al governo, a chi?
«Molte critiche che abbiamo fatto si sono rivelate vere: dalla Porto 2000 alla riqualificazione dell’ospedale. Guardi poi i lavori di pubblica utilità: noi ci siamo impegnati, la Regione ha fatto lo spottone elettorale, poi non ha portato a compimento quanto aveva detto, o almeno non nella misura promessa».
A proposito di ospedale: lo porterete in consiglio comunale l’atto per uscire dal vecchio accordo di programma su Montenero?
«Certamente».
Quando?
«Presto».
Lo disse anche un paio di mesi fa, però.
«Non dipende da me. L’atto dovrebbe essere discusso nel consiglio del 20 dicembre. Noi l’indirizzo politico lo abbiamo dato molto tempo fa, poi non si sa come mai negli uffici c’è qualcuno che quando si arriva a firmare tentenna. Cos’altro devo fare, prendere un avviso di garanzia per abuso di ufficio? Più che dire no in giunta...»
Tra le misure considerate mal gestite ci sono quelle legate al traffico, costato all’assessore Vece un 4,9 in pagella: le rotatorie con l’aggiunta della pista ciclabile-imbuto, i pass Ztl e Zsc a pagamento per i residenti, 12mila strisce blu in più in centro mentre si dice di voler diminuire le auto. Cosa non ha funzionato?
«Quanto alle rotatorie sul lungomare, capisco che per la città sia difficile digerire la fase transitoria dei lavori, che crea inevitabilmente un caos. È chiaro che alcune cose non funzionano ancora come dovrebbero, ma per fare una valutazione in un comparto come quello della mobilità bisogna aspettare di arrivare in fondo al progetto complessivo. Poi ci sono le Ztl e Zsc...».
Questa partita non l’avete gestita benissimo, dica la verità.
«Anche questo provvedimento deve prima essere portato a conclusione. O ci tenevamo le auto parcheggiate anche sui tetti o avevamo il coraggio di provare a mettere ordine: noi questo coraggio lo abbiamo avuto e ci siamo assunti delle responsabilità. Primo effetto: l’impopolarità. Secondo effetto: quasi 3mila pass riconsegnati, e questo vuol dire che ci sono 3mila auto in meno che sostano in centro. Anche perché finalmente si usano i garage privati per la sosta e non come rimessaggio. In più non si potrà più fare i furbi, perché ci sarà un’applicazione che leggerà direttamente le targhe».
Che però ancora non c’è.
«Arriverà nei prossimi giorni. Il punto è che prima di fare valutazioni, il provvedimento deve arrivare a compimento e ci arriverà quando saranno disegnate tutte le nuove Zsc blu e potremo fare i controlli perché sarà pronta la App che stiamo completando con il Cnr di Pisa. A quel punto dove sarà il vantaggio per i residenti che ora pagano il tagliando e che giustamente brontolano? Durante la notte i residenti in possesso del contrassegno, e solo loro, potranno parcheggiare nelle nuove aree blu».
Vuol dire che nelle attuali Zsc (le zone a lettera) di giorno potranno sostare anche i non residenti a tariffa oraria, mentre di notte, a differenza di oggi, potranno parcheggiarci solo i residenti?
«Esattamente. Magari in alcune aree ci saranno delle deroghe ad esempio legate al commercio, ma in generale questa è la linea, in modo da garantire al residente che paga il contrassegno di arrivare la sera a casa e parcheggiare meglio».
E questo provvedimento quando partirà?
«Tra gara dei parcheggi e tutto il resto, ci auguriamo di andare a segno entro la metà del 2017».
Sindaco Nogarin, un altro assessorato sotto al 6 è quello alla casa. Un dato su tutti: in due anni in città sono lievitate le occupazioni, almeno dieci edifici in più. Come la mette?
«Noi in due anni abbiamo fatto più assegnazioni che nel quinquennio precedente. Ma dobbiamo considerare che Livorno è aria di crisi complessa, ha una disoccupazione ai livelli massimi dal dopoguerra a oggi, è esplosa la morosità incolpevole e l’interpretazione della graduazione degli sfratti ha visto andare in stallo per qualche mese i rapporti con la prefettura, fino all’arrivo della nuova prefetta. Tutto questo contribuisce al dato delle occupazioni, che oggettivamente sono cresciute, ma stiamo lavorando».
Parentesi: la Torre della Cigna, occupata abusivamente da più di 150 persone, tornerà all’asta solo sarà sgomberata entro il 21 gennaio. Su questo il sindaco di Livorno cosa dice?
«Non dice niente. Per il momento stiamo cercando di capire gli aspetti istruttori che stanno dietro a una situazione estremamente complessa».
Nogarin, ma lei che voto si sarebbe dato?
«Per l’impegno un voto altissimo, non mi sono risparmiato, anche un sette. Per il resto vediamo, il mandato finisce al Vigorelli...». Qualche secondo di silenzio, poi: «Su una cosa in particolare, però, dobbiamo fare autocritica. Anche dalle vostre pagelle emerge che chi meno si è confrontato, con categorie e cittadini, è stato più penalizzato. Non abbiamo lavorato poco, ma sulla partecipazione si può fare di più e meglio. Il portale del referendum propositivo che abbiamo realizzato e che sperimentiamo con la statua del Villano va in questa direzione. Quello delle Ztl non sarebbe stato tema da sondaggio, ma in generale si sarebbe potuto raccontare meglio il provvedimento: su questo abbiamo sbagliato».
Ora, girata la prima boa, da cosa ripartite?
«Dall’organizzazione della macchina comunale con la nuova macrostruttura: dovrà essere il vestito calzante alle esigenze della giunta».
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