Il Tirreno

Livorno

Musica e parole al Cral Eni nel nome dell'antico acquedotto del granduca

L'Ensemble Bacchelli alla presentazione del videoreportage sull'acquedotto storico (Marzi Pentafoto)
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L'Ensemble Bacchelli alla presentazione del videoreportage sull'acquedotto storico (Marzi Pentafoto)

Il teatro del Cral Eni stracolmo di spettatori ha ospitato la presentazione - promossa da Asa e Comune - del videodocumentario che Luciano De Nigris ha dedicato all'acquedotto da Colognole a Livorno.

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LIVORNO. "E' un monumento lungo 18 chilometri". Così, nella serata di presentazione del videodocumentario di Luciano De Nigris al teatro del Cral Eni stracolmo di spettatori, lo storico Michele Montanelli ha definito l'acquedotto leopoldino che dal 1816 al 1911 ha dissetato i livornesi. Una particolarità che ha spinto il neo-presidente di Asa, Andrea Guerrini - presente in sala insieme al presidente del consiglio di sorveglianza di Asa, Nicola Ceravolo - ad annunciare l'intenzione di collaborare con le istituzioni e l'associazionismo per tutelare questo patrimonio culturale-architettonico: "L'Asa non è solo bollette", ha aggiunto . In effetti, è stata proprio l'Asa a promuovere - insieme al Comune di Livorno - l'iniziativa di dare questa visibilità in forma di immagini all'acquedotto storico.

"Davvero c'è ancora qualcuno che si ostina a credere che a Livorno non ci sia nulla?". E' l'interrogativo messo in campo da Fabrizio Ottone (associazione Guide Labroniche) mentre Angela Sagona (associazione Salviamo il Salvabile) ha richiamato l'impegno delle istituzioni per riuscire a fare in tempo a intervenire. Già, perché - com'è stato mostrato nel film - in alcune zone le piante sono riuscite a infilarsi all'interno delle arcate e a metterne in pericolo la stabilità.

Ma, in tandem con il videoreportage e lo splendido acquedotto, la protagonista della serata è stata la musica dell'Ensemble Bacchelli che ha fatto ha contrappunto alle immagini. La direttrice Rita Bacchelli ha ricordato che si tratta dell'"unica orchestra stabile presente nella nostra città".  L'Ensemble ha eseguito brani di Strauss (Marcia di Radetzky), di Bizet (Farandole dalla suite L’Arlesienne) e di Strauss junior (Tritsch-Tratsch Polka), oltre ad aver accompagnato il sopranop Arianna Rondina nell'Ave Maria sull’ intermezzo della Cavalleria e la pianista Scilla Lenzi nell'andante del concerto di Mozart per pianoforte e orchestra K 467.

Nell'atrio del teatro è stata allestita una mostra fotografica di Beata Moczydlowska dedicata a una sorta di backstage del documentario: il dietro le quinte delle riprese, il rapporto con i personaggi che ruotano ancora oggi attorno a questo mondo, l'impegno dell'associazionismo, la complessa operazione di fare dell'acquedotto un set. A guidare la serata è stato il giornalista del Tirreno, Mauro Zucchelli: ha tenuto a sottolineare come nel febbraio scorso da un analogo appuntamento con la presentazione di un videodocumentario di Luciano De Nigris si sia messa in moto la mobilitazione per le terme liberty del Corallo. "Ora non ci resta che sperare nel bis", ha aggiunto.

Del resto, attorno a questo territorio collinare  c'è anche l'attenzione di una galassia di associazioni raggruppate nel progetto Occhi sulle Colline (www.occhisullecolline.it), che si è attivato producendo mappe e itinerari alla scoperta di quel che è possibile trovare alle spalle della città. Non è raro trovare in queste zone turisti che vengono da chissà quali zone d'Europa, mentre - è stato detto - "magari questi patrimoni preziosi del nostro passato sono sconosciuti a gran parte di noi stessi livornesi".

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di Redazione web