Gioco
LA SCULTURA NON È “MIA”? LA DANNEGGIO
CRISTIANA GRASSO. I fanciulli che giocano, anzi i fanciulli in genere, a Livorno sono sacri, tanti piccoli buddha, bimbi (anche a 40 anni) che i loro fortunati genitori venerano e accecati dalla...
CRISTIANA GRASSO. I fanciulli che giocano, anzi i fanciulli in genere, a Livorno sono sacri, tanti piccoli buddha, bimbi (anche a 40 anni) che i loro fortunati genitori venerano e accecati dalla devozione spesso non educano. C’è una scultura a forma di A che si presta ad arrampicate e scivolate che certo non ne garantiscono l’integrità? I fanciulli si scatenano e i genitori beati stanno a guardare. Poi, se la faccenda finisce su Facebook perché qualcuno si scandalizza e posta le scorribande ecco che certo spirito labronico, che oltre ai bimbi venera anche l’insofferenza per regole e divieti, insorge. Perché quella A “fa schifo”, perché non è recintata, perché come si fa a capire che è una scultura... E insomma anche se è per l’Attias allora era meglio se la facevano a forma di O, così non c’erano tentazioni... In tutto il mondo sculture belle e brutte sono lasciate in santa pace e se qualcuno le imbratta, le danneggia, le usa in modo improprio viene almeno mal giudicato, certo non incoragiato. Ma qui non funziona così. Sulla Terrazza Mascagni si pattina, sull’altalena per disabili si salta fino a spaccarla, sulla A si fa lo scivolo, sui tetti ci si allena. Come se mancassero gli scivoli, i luoghi dove pattinare o fare lo skate, le altalene per normodotati. Ma come si fa a spiegare cosa signifca senso civico ai piccoli buddha senza mortificare il loro legittimo spirito di avventura?
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