Gioco
La mamma di uno dei ragazzi caduti dal tetto: «Sono salvi, ma che paura»
Livorno, i giovani feriti nell’ex deposito dell’Atl. Domenica pomeriggio tutti gli amici sono stati in ospedale a trovare i compagni
LIVORNO. Sono salvi e stanno molto meglio. La notizia che tutti aspettavano, ieri è arrivata: i due tredicenni caduti sabato pomeriggio dal tetto dell’ex deposito Atl in via del Forte dei Cavalleggeri sono fuori pericolo. Entrambi svegli. Il più grave è ancora in Rianimazione con diversi traumi e fratture, ma le sue condizioni sono molto meno preoccupanti: la notte è passata serenamente. L’altro, ricoverato in Pediatria, ha il braccio scomposto e un pollice fratturato: dovrà quindi essere operato, ma anche lui è migliorato. Il respiro di sollievo da parte delle famiglie e degli amici è enorme. Emerge dalle parole della madre del meno grave dei due tredicenni, che ieri ha trascorso il pomeriggio con il suo bimbo, insieme con un gruppone di amici, arrivati in ospedale all’ora del passo. «Siamo tutti qui, intorno a mio figlio, a goderci la sua presenza e la possibilità di parlargli e di stargli vicino - dice la donna - È stato un miracolo: cadere da sette metri e cavarsela con due fratture è una benedizione. Poteva essere una tragedia, per fortuna non lo è stata. E a questo proposito voglio tranquillizzare tutti: i nostri ragazzi stanno meglio, è questo quel che conta».
Non è facile per un genitore affrontare una situazione del genere: la paura è stata enorme e il turbamento legato all’evento è difficile da smaltire: «La dinamica dei fatti dobbiamo metabolizzarla tutti, figuriamoci lui stesso - riflette la donna - È stata un’esperienza toccante e significante: un volo del genere può avere conseguenze rilevanti. In ogni caso, visto che dovrà essere operato e vista l’importanza della caduta, mio figlio sarà trattenuto in osservazione in ospedale». E lo stesso vale per l’altro giovane, le cui condizioni sono un po’ più serie. Grande l’affetto dimostrato dal gruppo degli amici che, sin dai primissimi momenti, successivi all’incidente, si sono dati da fare nell’aiutare i feriti e nel collaborare con la polizia e con i soccorritori.
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Erano le 16.10 di sabato quando dal tetto dei capannoni i due tredicenni sono precipitati nel vuoto, dopo aver camminato sugli edifici per diverse decine di metri. I palazzi in questione si trovano all’ex depisito Atl, dalla parte di via del Forte dei Cavalleggeri, dove oggi si trova un ampio parcheggio. Una struttura comunale che, come ha ricordato l’assessore alla mobilità, Giuseppe Vece (intervenuto sul posto, dopo l’incidente), è stata circondata da una cancellata di protezione, per renderla non accessibile. I tre capannoni su cui i ragazzi hanno camminato sono vuoti e sovrastati da tettoie: le prime due hanno retto ai loro passi, ma la terza, formata da tavole in eternit, ha ceduto. Improvvisamente, sotto i loro piedi, s’è creata una voragine di due metri quadri. E i due adolescenti sono sprofondati al suolo, uno sopra all’altro. Una scena che è stata vista in diretta dai compagni, sconvolti dall’accaduto. Il gruppo si era dato appuntamento a Villa Mimbelli. Poi alcuni dei ragazzini, appassionati di arrampicate e di parkour, hanno proposto di andare ai capannoni. Sono stati gli stessi giovani ad ammettere che la bravata era legata alla loro passione per la disciplina di origine francese.
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