Gioco
«Riaprite al traffico il corridoio di piazza Cavour»
I commercianti sono tornati a chiederlo al Caffè Tirreno: «Bastano pochi metri per far sì che la città non sia divisa in due»
LIVORNO. Riaprire al traffico piazza Cavour. Non tutta, in modo da mantenere la natura pedonale (o quasi) dell’area. Ma almeno un “corridoio” che metta in comunicazione i due pezzi di scali, i due pezzi di città, che oggi non si parlano: quello che si affaccia sul porto e quello che guarda verso piazza della Repubblica. «Senza dover più fare il giro del mondo per andare dal centro al mare». Lo hanno ripetuto a turno, giovedì 15, i commercianti che hanno partecipato al Caffè Tirreno. Giornalisti e giornaliste hanno fatto tappa nel cuore del centro: prima al bar Cavour, nell’omonima piazza, poi al Coffee Square 33, in piazza Attias.
«Riaprite la piazza». Sotto alla statua di Cavour, dove oggi dovrebbero circolare solo bus e mezzi autorizzati, è così tornato in auge quello che per anni è stato un tormentone: riaprire o no la piazza alle auto e agli scooter (che in realtà non hanno mai smesso di attraversarla)? Era l’aprile del 2004 quando l’allora candidato sindaco dei Ds, Alessandro Cosimi, disse che riaprire la piazza al traffico non sarebbe stato «un delitto». «Vediamo come» aggiunse dal palco del teatro Quattro Mori. Poco più di un anno fa ci ha provato anche l’assessore alla mobilità della giunta a cinque stelle, Giovanni Gordiani, che prima di rompere con Filippo Nogarin e salutare il municipio, ha dichiarato a chiare lettere che riaprire la piazza non sarebbe stato «un tabù».
«Siamo favorevoli a riaprire almeno un corridoio centrale, da via Maggi agli scali Manzoni», ripete oggi Enrico Bonomo, da trent’anni al bar Cavour: «Di fatto gli scooter non hanno mai smesso di passarci, è una barzelletta che va avanti da troppo tempo». Mentre parla alcuni scooteristi fanno il solito rito per aggirare i divieti: scendono dalla sella, tengono il motore acceso e trascinano il mezzo dall’altra parte della piazza, in barba alle bancarelle del mercatino vestite a festa per il Natale. «Così - riprende il commerciante - la città è divisa in due. Un corridoio senza le barriere che ci sono in via Maggi servirebbe anche ai mezzi di sicurezza e forse porterebbe più gente all’Odeon».
Un punto che tocca anche Francesco Santerini, del negozio di scooter e bici: «L’asso sarebbe riaprire la piazza da via Maggi in direzione porto, in questo modo si potrebbe sfruttare meglio anche il parcheggio dell’Odeon, che molte volte resta vuoto». «Alla fine sono 50 metri - aggiunge Leonardo Barnini, del tabacchi - e non si stravolgerebbe la natura pedonale della zona. Che comunque in quel tratto è pedonale per modo di dire...». «Non si tratta - sottolinea - di riaprire tutto, ma di fare un attraversamento. È chiaro che a livello commerciale rappresenterebbe un’arteria importante, ma così si snellirebbe anche il traffico che oggi è incanalato tutto lungo i fossi, verso piazza della Repubblica».
«Lo abbiamo proposto più volte - aggiunge Leonardo Parlanti, dell’erboristeria L’Erbario - in due minuti si collegherebbero il centro e il mare, e ci sarebbe anche meno inquinamento. Non diciamo di riaprire completamente la piazza - ripete - perché è un bene che le piazze siano un punto di ritrovo, ma un corridoio gioverebbe».
C’è da capire quale potrebbe essere la soluzione migliore, considerando che nel frattempo lungo gli scali Manzoni il senso di marcia è stato invertito. Non è un caso quindi che un altro esercente, Maurizio Montanari, di Music City, dica che lui riaprirebbe «entrambi i lati», in una sorta di grande anello.
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Occhio ai mercatini. Dall’altra parte c’è chi la piazza la vive in modo diverso. Come gli ambulanti dei mercatini che vengono organizzati spesso sotto la statua di Cavour. «Per noi non ci sono problemi - dicono alcuni di loro - l’importante è che la piazza venga richiusa al traffico nei giorni in cui c’è il mercatino, come avviene anche in altre città». Tra questi c’è Giusy Sireci, che è di Larciano (Pistoia) e in questo periodo viene a Livorno ogni giorno: vende cioccolato di qualità e «gli affari in piazza Cavour vanno sempre bene, quindi spero che non ci siano cambiamenti per noi». «La riapertura al traffico potrebbe essere una soluzione utile per tutti - commentano altri ambulanti, tra i quali Letizia Martini, che abita anche in zona - ma quando ci siamo noi no, altrimenti sarebbe la fine». Non mancano però voci diverse, come quelle che puntano sulla «conferma della chiusura della piazza e al rilancio attraverso una serie di iniziative per animarla di più, come mercatini, concerti...».
Il rito del passaggio camuffato. Nel frattempo in tanti continuano ad attraversare l’area trascinando lo scooter. «Riaprirla al traffico sarebbe comodo - dice Fabrizio Vallini, in centro per un po’ di shopping natalizio - d’altronde adesso ci tocca fare il giro del mondo per andare da una parte all’altra, nonostante ci siano solo 100-150 metri di distanza». «Davvero, è incredibile - gli fa eco Pierluisa Gaggelli, 80 anni - però bisogna valutare bene le cose prima di un provvedimento del genere. Da una parte ci sarebbero tanti vantaggi, dall’altra no...».
«Tanti turisti, puntiamoci ancora di più». Intanto, da dietro il bancone, Enrico Bonomo lancia una proposta su un altro fronte, quello del turismo: «Quest’anno abbiamo lavorato tanto con i croceristi, ne abbiamo visti di più. Fino a quattro o cinque anni fa in piazza Cavour si fermava un paio di volte a settimana lo shuttle bus, funzionava bene ma lo hanno tolto. Chiediamo che venga ripensato un sistema simile, con più fermate per i turisti in centro, compresa piazza Cavour».
(j.g.-g.t.)
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