Gioco
#iosono141 accende una luce «Proviamo a fare da ponte»
LIVORNO. All’ingresso, sul legno appeso al muro, ci sono le pennellate di una studentessa livornese: raccontano con occhi nuovi le immagini mai dimenticate del Moby Prince e dell’Agip Abruzzo....
LIVORNO. All’ingresso, sul legno appeso al muro, ci sono le pennellate di una studentessa livornese: raccontano con occhi nuovi le immagini mai dimenticate del Moby Prince e dell’Agip Abruzzo. Raccontano che qui non si ha alcuna intenzione di dimenticare. Che non si smetterà di cercare la verità (o qualcosa che ci si avvicini il più possibile). Raccontano che in molti, quelle 140 vittime del Moby, non se le sono scordate. Ma raccontano anche qualcosa in più: che c’è voglia di costruire, di impegnarsi, di fare. Di dire #iosono141: un hashtag che è diventato il simbolo di una battaglia lunga venticinque anni, ma che sta provando ad andare anche oltre. Perché il circolo Arci inaugurato appena due mesi fa in via Terrazzini da Loris Rispoli – che quella notte del 10 aprile sul Moby perse la sorella – potrebbe diventare un punto luce in un quartiere diventato sempre più difficile. «Un ponte tra culture», come ripete Rispoli. Un luogo dove incontrarsi, parlare, fare musica o semplicemente giocare a tombola.
L’insegna rossa con la scritta gialla #iosono141 è fresca di verniciatura. Il circolo è stato inaugurato il 7 ottobre e al suo interno sono già state organizzate parecchie iniziative, musica dal vivo, dibattiti. «L’idea – racconta Rispoli – era di fare un circolo culturale rivolto a un quartiere storico. Il problema – sospira – è che questo è un quartiere difficile e non è semplice portarci gente». Insomma, ora sta anche a chi via Terrazzini, Sant’Andrea e Garibaldi li vive, farsi avanti...
Il fondo di via Terrazzini 31 era stato gestito da alcuni sudamericani che ne avevano fatto un locale, prima di rimanere a lungo vuoto. Ora alle pareti ci sono foto, quadri e articoli di giornale che raccontano gli ultimi 25 anni di battaglie. Un ambiente familiare aperto tutti i pomeriggi e anche la sera. Con la stufa, il bancone bar, le poltroncine fatte con i bancali di legno ritinti di bianco. A metterli a posto ci ha pensato Dacian Marin, il giovane vicepresidente di origini romene. «Noi vorremmo creare in questo luogo un ponte tra varie culture, un luogo di ritrovo, di confronto. Vorremmo riuscire a fare da collante», ripete Rispoli, che fa sapere anche che L’Arciragazzi verrà a fare qui le sue attività ogni giovedì pomeriggio.
Il prossimo appuntamento, intanto, è fissato per il 17 dicembre, quando la fotografa Irene Carmassi esporrà nel circolo il suo “Saluti da Livorno”. Con la porta aperta su via Terrazzini.
(j.g.)
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