Il Tirreno

Livorno

Viva la pasta all'olio, il servizio mensa è da sette e mezzo in pagella

di Francesca Suggi
Viva la pasta all'olio, il servizio mensa è da sette e mezzo in pagella

Livorno, da settembre a novembre ecco i primi risultati dei monitoraggi sul gradimento. I voti più bassi arrivano da quegli istituti dove i pasti arrivano da fuori

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LIVORNO. Promosse. Tutte le mense scolastiche superano la sufficienza, anzi addirittura una conquista un voto di 7.53 sulla qualità dei cibi serviti. Intorno al tavolo ci sono qualcosa come oltre 7mila piccoli commensali, dai nido alle scuole elementari cittadine.

«Siamo contenti di questi primi risultati che raccolgono i dati relativi al gradimento pasti da settembre a novembre: tutto a dimostrazione che nelle scuole livornesi vengono serviti cibi di qualità», la vicesindaca Stella Sorgente commenta i dati forniti dalla commissione mensa, in base alle schede di rilevazione gradimento-pasti predisposte dal personale docente delegato sul Portale scuola. Di fatto sono le pagelle date alla ristorazione scolastica cittadina. Da una parte ci sono le valutazioni degli istituti serviti da Cir Food, ovvero i centri di cottura la Mimosa e quello di Ospedaletto: si tratta soprattutto di materne ed elementari e qui i pasti arrivano da fuori. Dall’altra ci sono i voti dati al servizio effettuato da Elior: in questi casi i cibi vengono cucinati internamente.

Pasta all’olio e polpette al top, giù verdure e pesce. È la “donna” della Ristorazione scolastica cittadina Rosa Gallo. Ci tiene a sottolineare che gli alimenti che arrivano sulle tavole delle mense sono per il 58% prodotti biologici certificati, sono Igp, Dop a filiera corta e a freschezza garantita. Eppure sulla varietà dei menù le tabelle dietetiche sono articolate su otto settimane proprio per dare maggiore variabilità ai menù proposti in un delicato equilibrio tra prodotti graditi ai bambini e prodotti salutari consigliati dai dietisti. «Tanto per fare un esempio su quanto siamo attenti al gradimento dei bambini, abbiamo visto che l’hummus di ceci non piace ed è stato tolto proprio recentemente dai menù forniti ai piccoli studenti», sottolinea.

In testa alla hit dei piatti preferiti dai piccini ci sono la pasta all’olio, le lasagne al ragù con carne rossa bio, polpette, cotoletta di pollo. «Gli scarti nei piatti invece - va nei dettagli - sono soprattutto quelli di pesce, la platessa piace poco, i fagioli all’uccelletto, erbette saltate, le crocchette vegetali e le verdure in genere: anche i broccoli non vanno molto».

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Le pagelle del servizio scolastico. Tecnicamente è definita “qualità percepita”: sono 184 le schede di gradimento consegnate al Comune per un totale di 3.007 giudizi riguardo ai pasti trasportati alle scuole d’infanzia e primarie dai centri di cottura La Mimosa e Ospedaletto gestiti dalla società Cir Food. La media della qualità percepita per la Mimosa è di 6.85. Poco più della sufficienza. Per la quantità dei cibi serviti, per il 91% dei giudizi elaborati è adeguata.

Per quanto riguarda il centro di cottura di Ospedaletto, il voto della qualità dei cibi portati alle scuole è di 7.05; sulla quantita per il 95% è adeguata. La pagella sale per quanto riguarda il servizio erogato dalla ditta Elior (cucinato internamente in sede). Opera soprattutto negli asili nido e nei centri per l’infanzia. Sono 89 le schede pervenute per un totale di 1207 giudizi elaborati: la qualità prende un voto di 7.53. Rispetto alla quantità, il 95% sostiene che è adeguata. Addirittura se si confronta il dato qualità con quello dello scorso anno (era 7.31), il voto è migliorato.

«I voti miglioreranno, ci stiamo lavorando». La vicesindaca Stella Sorgente non manca di osservare che qualcosa si può fare per migliorare alcune pagelle. «Dispiace vedere che i voti del centro cottura La Mimosa sono leggermente più bassi rispetto al centro cottura di Ospedaletto - dice - Stiamo cercando di portare tutte e due sotto la direzione Cir Food Firenze divisione Eudania, visto che una è sotto la direzione di Cir Food Genova». E chiude: «L’ufficio sta lavorando in questa direzione, proprio per uniformare il servizio».

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