Gioco
Il Villano? I sondaggi fateli sui contrassegni
Nogarin, come il predecessore, non si è interessato al recupero e non si può improvvisare la storia con uno spot sulla statua
Nel 2015 abbiamo avviato un percorso in città ingaggiando una battaglia culturale al fine di domandarci e domandare a tutta Livorno, come mai una parte così fondamentale della sua storia, come la difesa del 1496, era stata dimenticata e abbandonata. Avendo costituito un'associazione che appunto prendeva nome e simbolo da questa, abbiamo iniziato una lunga marcia producendo dibattiti - forse l'ultimo serio in tema avvenuto negli ultimi venti anni, con ben tre storici dell'arte provenienti dall'università di Pisa - per tentare di ricostruire una memoria collettiva perduta. Insofferenti delle condizioni in cui versava il Villano, poi, siamo andati a liberare quella che è la terza versione della statua di Guerrino da Montenero (o dalla Fonte di Santo Stefano) abbandonata da anni in largo Fratelli Rosselli, danneggiata, invasa da rovi, escrementi, macerie, spazzatura e siringhe.
L'abbiamo liberata con ore di duro lavoro volontario riprese in un video e constatando lo stato pessimo del monumento abbiamo contattato la Soprintendenza, attraverso un lungo iter, ottenendo un sopralluogo di restauratori autorizzati a constatare gli interventi necessari. Le ditte incaricate hanno prodotto un preventivo di 12.500 euro, quindi, per non imbatterci in labirinti senza fine, chiedendo a chi amministra, e per ruolo dovrebbe pensarci (come avrebbe dovuto chi precedeva), per non sentir parlare delle questioni come crisi, bilanci, ed altre scuse classiche e ridondanti, abbiamo lanciato una campagna di Crowdfunding (raccolta fondi on-line) visibile sul sito Buonacausa.org.
Abbiamo iniziato a produrre iniziative volte a sensibilizzare e coinvolgere giovani e meno giovani sul tema, contribuendo così a recuperare la memoria di una comunità che crea appartenenza, amore per il territorio. Grazie ad artisti che si sono prestati gratuitamente come Pardo Fornaciari, Michele Crestacci, e tanti volontari impegnati, abbiamo realizzato iniziative aperte a tutti come cene popolari, dibattiti, concerti, con produzione e vendita di materiale annesso il cui unico fine era contribuire alla raccolta.
Con lavoro e generosità di tanti, molti dei quali prima di questo momento erano del tutto ignari di questa parte importante della nostra storia, siamo arrivati a 3100 euro, ed il 10 dicembre saremo al The Cage - offerto gratuitamente dall'amico Toto Barbato per la causa - con un concerto di Assalti Frontali (storica band hip hop romana), Villa Sound (emergente band locale), ed un inedito monologo di Michele Crestacci proprio sull'assedio di Livorno. Tutto sempre per contribuire per questa causa con con i nostri circa 150 tesserati che ci supportano in ogni occasione insieme alla città.
Oggi scopriamo però che proprio per burlare questo termine usurato e banalizzato - la famigerata "partecipazione" - l'amministrazione comunale ha annunciato una petizione on-line "per chiedere dove ricollocare quello che è sicuramente il simbolo più autentico della città" (se ne sono accorti anche loro...) tentando così di sollazzare i cittadini con un sondaggio bizzarro che sa di spot pubblicitario e di blitz su di un'iniziativa popolare altrui.Non sappiamo se ridere o piangere, ma leggere di chiedere dove ricollocare una statua, per la quale ci sono già persone che stanno da due anni raccogliendo fondi per restaurarla, è un maldestro tentativo di mettere il cappello ad un'iniziativa spontanea.
La partecipazione ed il voto sono cose serie, e questa iniziativa le scimmiotta e basta, magari per tentare di dimenticare che la partecipazione e "sentire cosa pensano i cittadini" sarebbe cosa forse più opportuna e onesta per questioni come le lettere a pagamento per la sosta che tanto ha indignato i livornesi.
I Villani, guidati dal Ricasoli inviato da Firenze, difesero le mura della Fortezza Vecchia ed in particolare la zona de "la rocca vecchia" (zona a sud dalla quadratura), non il mercato centrale o Piazza Cavallotti, difatti originariamente la statua era posta sul Porto in quelli che erano i "Bastioni del Villano", ricordati anche da Guerrazzi nell'assedio di Firenze, e probabilmente l'antagonismo con "i quattro mori" ha prodotto lo spostamento-esilio prima in Via Fiume, poi la migrazione nella sede Repubblicana di Via Pellegrini, fino alla dispersione di quella che era già la seconda copia andata distrutta non si sa bene se nei bombardamenti o in un'incursione degli interventisti fascisti. Quindi dalla posatura della terza versione negli anni '50 - l'attuale - è nato il confino in Largo Fratelli Rosselli e l'oblio del simbolo della città che da origine alla scritta "fides" che sovrasta lo stemma di Livorno ma che molti non conoscono.
Per questo motivo proponemmo in caso di ricollocazione di ripristinare proprio quella posizione originaria che per altro è strategicamente idonea, visto che adesso è stata rivalutata ed ampliata come pedonale, inoltre, è sensibile come collegamento tra il porto nel quale affluiscono turisti e croceristi ed il centro. Uno spot - dell’amministrazione - venuto veramente male insomma, anche e soprattutto perché al Villano, ora come ora, servono i "lilleri" e non i discorsi e i sondaggi on-line. Ci domandiamo cosa farà l’amministrazione: spenderà soldi per spostare una statua da restaurare o aspetterà che noi terminiamo la raccolta per poi bearsi di far partecipare il primo che accende un tablet o da uno smatphone e decidere tra dissennate opzioni dove collocare il simbolo più autentico della città?Vedremo. Noi non faremo un passo indietro.
Repubblica dei Villani
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