Gioco
A casa “in malattia d’ufficio” la maestra accusata di abusi
La decisione dopo la visita della commissione collegiale richiesta dalla dirigente L’insegnante è stata sollevata dall’incarico in attesa di un altro parere medico
LIVORNO. Tecnicamente è "in malattia d'ufficio". Praticamente non rientrerà in servizio, nella classe dei piccoli di 3 anni a cui è stata assegnata in questo nuovo anno scolastico, fino al risultato dell’ulteriore parere sanitario richiesto dalla commissione medica-collegiale del Mef (Ministero delle Finanze) che ha visitato l’insegnante lo scorso 11 novembre. Si tratta del nuovo tassello della vicenda che vede protagonista una maestra di 45 anni, originaria di Grosseto ma residente in città, accusata dalla Procura "di abuso di mezzi di correzione e di disciplina" nei confronti di un bambino di una materna del centro.
«A seguito del risultato della commissione medica collegiale, l’amministrazione scolastica ha collocato l’insegnante in malattia d’ufficio, temporaneamente, in attesa degli esiti di ulteriori accertamenti medici: intanto ai bambini è stata assegnata una supplente», spiega la preside della materna. Che non entra nei dettagli della vicenda. La sua è una cornice rispetto a una situazione che da mesi ha creato diverse tensioni e disagi soprattutto tra i genitori della scuola dove è avvenuto il presunto abuso (risale allo scorso febbraio e la docente prestava servizio in un’altra materna) e tra quelli dove la maestra è andata a prestare servizio in questo nuovo anno scolastico (non citiamo i nomi di entrambi gli istituti per tutelare i minori che lo frequentano, ndr).
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Una vicenda che ha dato origine, prima ad una denuncia, poi ad un’indagine della Procura, con la prima udienza del processo fissata per febbraio. Senza dimenticare che diversi genitori, nel frattempo e dopo tante proteste, hanno cambiato asilo ai propri figli. «Su questa storia si è detto tutto e il contrario - dice il legale che difende l’insegnante, Francesco Guardavaccaro - La mia assistita è stata sottoposta a visita collegiale richiesta dalla dirigente: a novembre c’è stata questa visita ed è stato richiesto un ulteriore parere medico alla Asl».
L’avvocato parla del verbale redatto dalla commissione: «La commissione medica di verifica scrive che sarebbe opportuno sollevare la persona in questione dal servizio fino ai prossimi risultati medici, così la scuola ha adottato la formula della “malattia d’ufficio”». In soldoni l’insegnante viene dichiarata “temporaneamente inidonea” dalla commissione. Così la dirigente, in attesa che si esplichi tutto l’iter medico richiesto con l’ulteriore parere ha collocato la docente in “malattia d’ufficio” e ha provveduto a nominare una supplente per i bambini della classe dei 3 anni. In teoria la 45enne potrebbe tornare in classe dopo il nuovo accertamento.
«Presto la mia assistita sarà richiamata dalla commissione», prosegue l’avvocato. A febbraio si aprirà il processo penale dove il pm Fiorenza Marrara, titolare del fascicolo, ha chiesto la citazione diretta a giudizio nei confronti della maestra. Che cosa avrebbe fatto, secondo l’accusa? Nel capo di imputazione si legge che la donna avrebbe preso la testa del bambino, l’avrebbe spinta verso il tavolino per fargli leccare le briciole del biscotto che poco prima aveva sparso sul piano. E a mo’ di provocazione gli ripeteva: “È buono, è buono?”. «Questa donna è vittima di una caccia alle streghe, c’è solo una testimonianza: perché si verifichi un abuso, come dichiara l’accusa, manca uno degli elementi portanti, le ripercussioni sul presunto abusato e qui non ci sono», chiude Guardavaccaro.
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