Gioco
Niccolai, la mano che ha dipinto per Mina e anche sul muro del Gabbiano
Livorno, il pittore livornese che si firma Roni ha realizzato sei quadri per abbellire quel tratto di mare di Ardenza
LIVORNO. Sei quadri. Sei paesaggi. E’ un racconto colorato che non ti aspetti. Giri l’angolo, giù per la discesa del Gabbiano e a destra esplode la “maxi tela su muro” che guarda il mare di Ardenza. «Ho iniziato con il primo, dove raffiguro anche il mitico gabbiano che dà il nome a questo tratto di costa, poi mi sono lasciato prendere la mano, tanto che ne vorrei fare un altro», il pittore Roberto Niccolai - in arte Roni - ha regalato a tutti i livornesi un po’ della sua arte. Lui, livornese doc, 71 anni suonati, una vita da pittore adora quel fazzoletto al salmastro. Tutti i giorni alle 12 è là, con il suo gruppo di amici, a fare il bagno. Quattro stagioni. «Ho dipinto questi quadri sul muro quando non mi vedeva nessuno, perché mi vergogno - si racconta - Alcuni bagnanti mi avevano chiesto di dare un po’ di colore all’ambiente, per levare lo sporco e scoraggiare la gente a piantare i chiodi per appenderci abiti e borse», ci scherza su.
Roni è un artista umile, a cui piace non mettersi in evidenza. Non è facile strappargli due successi non da poco, i suoi quadri sono a casa di Mina e di Walter Chiari. «Mina ha acquistato una mia opera durante una mia esposizione a Taormina e Chiari in occasione di un’altra mostra».
Bel colpo Roni. Il Gabbiano tutto ringrazia. «Siamo contenti di questo abbellimento del nostro Gabbiano, Roni è un affezionato di qui», continua Alessandro Vezzi, presidente del circolo sezione nautica Ardenza La Rosa.
Tramonto sul mare, la baia dei vicini Tre Ponti, un campo fiorito, un gabbiano solitario in osservazione: i racconti a colori di Roni non sono ancora finiti. «Quando nessuno mi osserva, ne vorrei fare ancora un altro». (f.s.)
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