Gioco
Trovata la lapide che indica dov’erano i Quattro Mori
Il monumento era una ventina di metri più in là fino a fine ’800 Nogarin: è la riprova che siamo una città piena di arte e cultura
LIVORNO. È tornata alla luce la lapide che testimonia l'originaria posizione del monumento a Ferdinando I de' Medici più noto come i Quattro Mori: a una ventina di metri dall'attuale collocazione, è stata rinvenuta durante lo scavo per nuove condutture. Gli operai impegnati nell'intervento hanno provveduto ad avvertire la Soprintendenza che, prima del via ai lavori aveva allertato il Comune e la ditta incaricata trattandosi di un'area piuttosto delicata del territorio livornese.
«È un intervento di archeologia preventiva in un luogo sensibile essendo vicini alla Fortezza Vecchia», spiega Lorella Alderighi (Soprintendenza). «Ho chiesto al Comune di essere avvertita quando fossero eseguiti dei lavori di scavo. Non è stato perciò uno scavo fatto apposta per noi, essendo un'opera di sostituzione di tubature, ma si tratta di uno scavo controllato. Il ritrovamento, fortuito e fortunato, ci racconta come in questo punto esatto si trovasse in origine il monumento».
Rinvenuta ad un'ottantina di centimetri di profondità rispetto al piano stradale la lapide marmorea misura 145 centimetri di lunghezza per 45 di larghezza, e reca l'iscrizione: «Qui fu dall'anno 1617 fino all'anno 1888 il monumento a Ferdinando I dei Medici». La collocazione della lapide è riportata dalla “Guida artistica e storica della città e dei contorni di Livorno” redatta nel 1903 da Giuseppe Piombanti che parla di «un marmo in terra murato vicino alle rotaie del tram elettrico»: il veicolo passava nelle immediate vicinanze come si può vedere in immagini dell'epoca. Le posizioni del monumento, prima e dopo lo spostamento, sono inoltre desumibili graficamente osservando le planimetrie riportate nel Catasto Leopoldino del 1827 e in quello postunitario di fine '800, primi del '900, oltre al Catasto odierno. Sempre il Piombanti riferisce della lunga diatriba sorta nella seconda metà dell'800 per trasferire il monumento dei Quattro Mori in Piazza d'Arme (corrispondente all'odierna Piazza Grande): il complesso monumentale si trovava accanto ad un cantierino navale «ingombro di travi e legnami d'ogni genere» e soggetto a vandalismi. Fu infine deciso uno spostamento di una ventina di metri, più vicino alla via Vittorio Emanuele II, l'odierna via Grande, ingrandendo il basamento e la recinzione: diretta dallo scultore livornese Lorenzo Gori l'opera fu eseguita fra il marzo ed il settembre 1888. In quell'occasione fu quindi collocata la lapide commemorativa appena rinvenuta.
«Questo ritrovamento testimonia che Livorno è una città che sprizza arte e cultura», sottolinea il sindaco Filippo Nogarin: «Stiamo spingendo sull'acceleratore per favorire la trasformazione di Livorno in una città capace di accogliere turisti e offrire loro percorsi culturali ed artistici». Resta intanto da definire la futura collocazione dell'iscrizione marmorea: «Questo monumento rappresenta, agli occhi del mondo, il simbolo della città – aggiunge l'assessore alla cultura Francesco Belais - ed è nostro dovere valorizzare questa scoperta. Per questo inizieremo un percorso con la Soprintendenza per capire come farlo e sopratutto per capire quale collocazione darle».
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