Gioco
Ardenza mare: salotto buono della città ma merita più cura e rispetto
Livorno, al Caffè Tirreno dichiarazione d’amore trasversale per la zona. Ma i problemi non mancano, i residenti: marciapiedi e pavimentazione da rifare. E le auto sfrecciano
LIVORNO. «Questo è il quartiere migliore della città, la Baracchina Rossa e tutta la zona sono un punto di prestigio storico e turistico: un lungomare così bello andrebbe valorizzato di più», la dichiarazione d’amore verso Ardenza mare arriva da Pino Piro. È un “Je t’aime” trasversale quello che sgorga da residenti e non, per quel tratto di lungomare incastonato tra l’anfiteatro ottocentesco dei Casini D’Ardenza dell’architetto Cappellini, le ville liberty che trasudano di storie e quella Baracchina Rossa luogo caro ai Macchiaioli, storicamente ritrovo di artisti, nobili e intellettuali. Ed è proprio all’ex chalet Alhambra (come si chiamava un tempo la Baracchina) che Caffè Tirreno accoglie abitanti e cittadini innamorati della zona. E soprattutto raccoglie da loro anche quello che, comunque, non va. «Da noi vengono turisti da ogni parte d’Italia e pure gli stranieri: tutti ci fanno i complimenti, ma un po’ meglio questa zona potrebbe essere tenuta», dice la sua il patron della Baracchina Rossa, Manrico Bernini, ex portiere del Livorno negli anni ’50.
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Marciapiedi da Camel Trophy. Ardenza mare bellezza. Ardenza mare bruttezza. Sì, perché anche se la Baracchina Rossa, il quartiere e questo tratto del lungomare fino alla Rotonda sono finiti nei quadri di Ulvi Liegi e in tanti film firmati da registi importanti come Virzì, Comencini e Archibugi, i problemi, comunque, ci sono. «I marciapiedi nel perimetro via Pacinotti, via delle Tamerici, via Ravizza, via del Parco sono indecenti e pericolosi, troppe buche e dislivelli: ho fatto diversi reclami in Comune, hanno preso nota ma mi hanno detto che procedono per priorità», sottolinea Paolo Pini.
Ci accompagna in via Pacinotti: il dissesto del marciapiede è inconfutabile. Un’impresa passare, soprattutto per passeggini e disabili in sedia a rotelle. I residenti raccontano che non poche persone, soprattutto anziani, sono caduti a causa delle buche. «Questa zona dovrebbe essere il salotto buono della città, invece da anni i marciapiedi sono sempre più impraticabili: guardate il controviale Italia, quello davanti alle ville liberty. È una vergogna e soprattutto è facile cadere», rincara Francesco Gioviniani. Lamentele anche verso la pavimentazione sgarrupata del passeggio davanti alla Baracchina Rossa. «È crepata e rovinata, non certo degna per una passeggiata di cotanta bellezza», continua Marino Focardi.
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Passeggiata sul mare da valorizzare. Non c’è un livornese che non si sia goduto una camminata, un po’ di relax, oppure una corsa in quel tratto di passeggiata del lungomare di Ardenza. La poesia del mare sgorga ad ogni passo. Così il fascino delle barche del piccolo e pittoresco moletto di Ardenza. Stride la spalletta grigia, tra crepe, scritte varie e parti malmesse. Così quelle montagne di alghe e immondizia lasciate lievitare davanti all’Ostricaio e ai Tre Ponti, l’unica, vera spiaggia cittadina. Allo stesso modo cozzano con il paesaggio i due edifici pericolanti, uno con tanto di cartello, poco prima della spiaggia dei cani, accanto ai bagni Fiume. «Questo lungomare avrebbe grandi potenzialità, grazie alla bellezza della natura, purtroppo i margini di miglioramento sono ampi - prosegue Massimo Salvadori, habituè della Baracchina Rossa - Il Comune è assente per le manutenzioni, così il tempo passa e i problemi peggiorano» . Si fa appello anche ad un maggior senso civico da parte dei cittadini. «Madre Natura - dice ancora l’ex consigliere comunale Pino Piro - ci ha messo a disposizione queste bellezze e sta anche al singolo cittadino tenerci e prendersene cura».
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Auto che sfrecciano come al gran premio.Mare e lungomare a parte, la sera secondo i residenti il problema del viale Italia, in quel tratto, diventa quello delle auto che sfrecciano a tutta velocità. Ne parla Giorgio Mascitelli che abita a due passi dalla Baracchina Rossa. «Io sono arrabbiato con quelle persone che dopo le 23 sfrecciano sul viale Italia a tutta velocità, attraversare la strada è un pericolo. Sembra di essere all’Autodromo di Monza», conclude.
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