Il Tirreno

Livorno

Condannato a risarcire 200mila euro alla Marina Militare

di Federico Lazzotti

Livorno, i soldi erano spariti dal conto delle feste dell’Accademia. In aula il sottufficiale aveva spiegato di essere ludopatico

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LIVORNO. I soldi spariti dal conto corrente, circa 200 mila euro, erano destinati alle tradizionali feste di fine per gli allievi “Fenice”, iscritti all’Accademia Navale di Livorno nel periodo 2002-2005 e venivano versati via via dagli stessi miliari su un conto corrente.

La brutta sorpresa è arrivata nella primavera del 2005 quando è stato scoperto che quel conto era vuoto. Responsabile degli ammanchi era stato individuato un primo maresciallo : deferito al Tribunale militare di La Spezia e condannato, in via definitiva, con sentenza irrevocabile dell'8 marzo 2006, per il reato di malversazione e truffa, alla pena di anni 1 e mesi 8 di reclusione. Proprio in sede processuale il sottufficiale ha ammesso le proprie responsabilità, per poi giustificare il suo comportamento spiegando di essere affetto da «ludopatia».

A distanza di dieci anni dalla sentenza di primo grado, il 9 novembre scorso la Corte dei Conti ha condannato con sentenza depositata quindici giorni più tardi, il primo maresciallo che si è congedato dalle Forze Armate, a risarcire la pubblica amministrazione per una cifra complessiva di 201.737,52 euro.

Ma il procuratore regionale, nella sua requisitoria aveva individuato una responsabilità sussidiaria, a titolo di colpa grave, e nella misura del 25% cadauno dell'intero, all'ex comandante di classe, attualmente ufficiale in riserva, e a un ex allievo, attualmente tenente di vascello.

«Passando al merito - spiegano i magistrati nelle motivazioni - non può non rilevarsi, come anche richiamato dall'avvocato Dario De Balsi (che difendeva un altro degli imputati poi assolti) nel corso del suo intervento, le modalità ingannevoli messe in atto dal primo ufficiale al fine di occultare, o comunque ritardare il più possibile, gli illeciti prelevamenti dal fondo di accantonamento costituito dagli allievi; con la conseguenza che, se pur risulti attribuibile un comportamento negligente ai convenuti(l’ex comandante e l’ex allievo), esso non attinge il grado di gravità necessario per affermare la loro responsabilità in concorso con l'autore dell'ammanco, che ebbe, invece, ad operare con dolo, e quindi con piena consapevolezza».

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