Gioco
Il silos, la Curvilinea, l’Avvisatore: geometrie sulle banchine
LIVORNO. La mole di vetusta eleganza dei Silos granari, quella di rigorosa linearità dei nuovi silos che si stagliano all'orizzonte, i tralicci geometrici delle gru, la prua di un traghetto il cui...
LIVORNO. La mole di vetusta eleganza dei Silos granari, quella di rigorosa linearità dei nuovi silos che si stagliano all'orizzonte, i tralicci geometrici delle gru, la prua di un traghetto il cui profilo inclinato dialoga con uno dei fari della Diga curvilinea. E poi: alcuni grossi tubi metallici pronti per l'imbarco che visti nell'insieme sembrano una scultura moderna, la sagoma futurista dell'Avvisatore Marittimo. Ma anche: la scala a chiocciola del Fanale oppure un cancello bianco affacciato sul mare dando l'impressione di trovarsi dinanzi ad uno di quegli edifici ultramoderni di Hong Kong...
Sono questi alcuni dei messaggi visivi che scaturiscono dal volume “Livorno, porto e geometrie” che è stato presentato a Palazzo Rosciano e promosso dall'Autorità Portuale. Con un obiettivo: offrire una lettura inconsueta di un sistema complesso e variegato come quello del porto visto attraverso gli occhi di pittori del Novecento e guardando nell'obiettivo fotografico.
Pubblicato con traduzione a fianco in inglese, il volume, che si avvale del saggio introduttivo di Dario Matteoni, è stato curato da Francesca Cagianelli e da Massimo Gasperini, mentre la parte fotografica è stata realizzata da Irene Taddei.
In particolare Francesca Cagianelli ha compiuto un excursus fra i pittori del Novecento che hanno raffigurato la zona portuale livornese, da Ugo Manaresi a Guglielmo Micheli, da Mario Puccini a Renato Natali per chiudere la rassegna pittorica con le espressioni futuriste di Osvaldo Peruzzi. Le altre sezioni (Geometrie del porto, Forme e materiali, Trame e reticoli, Architetture dell'utile) sono state invece commentate da Massimo Gasperini attraverso le immagini colte dalla designer e fotografa volterrana Irene Taddei a cui si è accennato in apertura.
«È un bel modo per dare concretezza ad alcune emozioni – spiega Massimo Provinciali, segretario generale della Port Authority – proseguendo un percorso già avviato alcuni anni fa descrivendo il porto attraverso la sua storia, la sua architettura ed il lavoro portuale: sono fonti inesauribili di emozioni fotografiche attraverso le diverse sensibilità ed i punti di vista dei vari autori. I porti sono d'altronde una grande fonte di ispirazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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