Il Tirreno

Livorno

Livorno la ex rossa in lutto per Fidel ma soltanto a metà

Poche decine di messaggi di cordoglio nel registro fatto collocare dal sindaco al piano terra del Comune

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LIVORNO. Debutto tiepido, quello del registro per la raccolta delle condoglianze e degli omaggi funebri a Fidel Castro, lìder maximo della rivoluzione cubana: la giunta Nogarin ha deciso di mettere a disposizione dei cittadini un quadernone collocato su un tavolo proprio nell’atrio del Palazzo comunale. La raccolta di firme andrà avanti fino a domenica, giorno in cui sono previsti i funerali, l’orario per farlo è dalle ore 9 alle ore 17,30.

Neanche una trentina i livornesi che ieri mattina hanno scelto di lasciare una dedica o un pensiero al compianto Fidel sul quaderno che sarà poi inviato all'ambasciata cubana. E nel pomeriggio il numero dei messaggi di cordoglio, è cresciuto sì ma non di moltissimo: a fine giornata la lista dei messaggi di cordoglio arriva a poco più del doppio. Talvolta aggiungendo un “Hasta la victoria siempre” (in un caso anche a nome dei «partigiani della Resistenza italiana») oppure un saluto come «Compagno Fidel, porta un saluto al Che». E anche: «Ora e sempre Resistenza, ora e sempre antifascismo».

Da Palazzo Civico, nel frattempo, fanno sapere che arrivano via Facebook la richiesta di inserire nel registro in qualche modo anche messaggi di cordoglio inviati via social.

«Altro che dittatore, Castro ha combattuto le ingiustizie», osserva Giacomo Bazzi, cui fa eco Claudio Ghelardi: «Si è battuto per le persone umili, uno dei pochi in questo mondo violento e cinico».

C'è chi lascia un pensiero e chi firma soltanto, chi è arrivato apposta e chi il registro l'ha scoperto per caso dopo essersi recato in Comune per il contrassegno auto, come la giovane Claudia Fagni, 18 anni: «Firmare per Fidel? Un dovere», dice sorridendo. Ci sono i giovanissimi Aurora Trotta e Leonardo Niccolai, rispettivamente la figlia dell'ex segretario di Rifondazione Comunista e il nipote del “rosso creativo” Oriano, e i meno giovani Ennio Retti, Paolo Cascinelli e Sergio Marconi: «Perché siamo qui? Siamo comunisti», dicono, rivendicando un senso di appartenenza che oggi è quasi perduto. E Aurora, accanto alla falce e martello, scrive sul registro: «Perché oggi si possa ancora parlare di comunismo e dei comunisti». Mentre Leonardo mette nero su bianco una promessa: «Continueremo la tua lotta».

E a proposito di comunisti, non manca una nota amara: «Per uno come me è un dispiacere vedere il foglio vuoto», dice un ragazzo che non vuole rivelare il proprio nome: «A sentì i livornesi sono tutti compagni e poi...».

Almeno fino a mezzogiorno l’unico esponente politico a firmare il consigliere comunale d'opposizione Marco Valiani: «Iniziativa più che giusta – dice – anche se sarebbero altre le cose in cui vorrei vedere impegnata l'amministrazione: a partire dal lavoro e dai servizi che mancano».

«L’ultimo dei nostri grandi lottatori per libertà e giustizia, rimpiangeremo questa perdita», dice un messaggio. E un altro: «Da oggi una nuova stella ci guiderà nella notte per la conquista dei diritti del proletariato».

Non manca però anche chi usa un’ironia tutta livornese: «Fateci sapere cosa gli dice il Padreterno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web