Gioco
«Authority, altolà ai ritardi sulla nomina»
Conforti, numero uno delle imprese terminaliste italiane: è finito il tempo delle disquisizioni, servono decisioni
LIVORNO. «Cosa vogliamo? Che si faccia presto e bene. Anche perché c'è bisogno che questa squadra di nuovi presidenti scenda in campo e faccia decollare le nuove Autorità di sistema: ovviamente quella di Livorno-Piombino inclusa». Parola di Marco Conforti, numero uno nazionale di Assiterminal, l'organizzazione che raggruppa i terminalisti portuali: l’ha detto alla convention di Confindustria, l’ha ribadito «l Tirreno: «Mi preoccupa la differenza di velocità fra il quadro politico-istituzionale e le esigenze di noi imprenditori che dobbiamo correre quanto il mercato richiede».
Qual è il suo giudizio sulla “riforma della riforma”?
«Va nella direzione auspicabile. Forse sarebbe bastato semplicemente applicare meglio alcuni aspetti della legge già esistente dal '94? Probabilmente sì, ma è una discussione che non mi appassiona…».
C'è anche la lunga diatriba se si tratti di una "riformina" o di una "riformona"…
«Guardi, non ne vedo l’utilità. Si poteva fare diversamente? Forse sì, ma non è questo il punto. C'è bisogno di evitare questa carenza del fare sistema: e per questo l'aggregazione delle Autorità portuali va nel senso giusto».
Lei in più occasioni ha detto che il taglio del numero delle Autorità portuali poteva essere ancor più drastica.
«Vero, ma ora bisogna far marciare quel che è stato deciso. L'importante è che si sappia cosa c'è dietro l'angolo con l'apertura del Gottardo…»
Si riferisce al fatto che, se le Alpi non sono più una barriera per i traffici, i grandi porti del Nord Europa sbarcheranno fra noi a caccia di merce?
«Nei porti dell'Alto Tirreno gli operatori hanno annunciato impegni di investimento per un miliardo e mezzo di euro, 340 dei quali a Genova sono bloccati da intoppi e burocrazia. Se gli ingranaggi delle decisioni si muovono poco e male, tutto questo ha una pesante ripercussione: ecco perché non possiamo permetterci ritardi. A cominciare dalle nomine».
Se si trattasse di una azienda privata le 15 nomine sarebbero state pronte già il giorno prima della riforma. Il viceministro Nencini le ha replicato che la democrazia esige tempi e passaggi…
«Lo so bene che una nomina politico-istituzionale non ha gli stessi percorsi di un incarico all'interno di una azienda, figuriamoci. Volevo però dare uno scossone: far capire sui tempi delle nomine bisogna stringere».(m.z.)
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