Sicurezza
240 pecore e agnelli rubati a un pastore
COLLESALVETTI. Un furto di bestiame come non se ne vedevano da molto tempo nella nostra zona. Un colpo messo in pratica da esperti quello dell’altra notte a Fauglia, in località Postignano, dove il...
COLLESALVETTI. Un furto di bestiame come non se ne vedevano da molto tempo nella nostra zona. Un colpo messo in pratica da esperti quello dell’altra notte a Fauglia, in località Postignano, dove il pastore Giuseppe Russo aveva sistemato per la notte il suo gregge di pecore. «Le hanno portate via tutte, 200 pecore e 40 agnelli - racconta l’allevatore - anche il cane, le recinzioni in canapa, i pali e la batteria per dare corrente al filo in metallo che usavo per non fare uscire gli animali dal rencinto». Insomma, un danno completo che quantifica in circa 40mila euro. I ladri, secondo i carabinieri ai quali Russo ha denunciato il furto, hanno usato un camion per caricare il bestiame, ma potrebbero aver lasciato tracce “elettroniche”.
L’indagine dei militari dell’Arma, infatti, si sta concentrando sulle telecamere di videosorveglianza della zona e dei comuni limitrofi a quello di Fauglia. Vicino al posto dove si trovavano pecore e agnelli, infatti, ce n’è una che dovrebbe aver ripreso i movimenti notturni di chi ha rubato gli animali quasi a botta sicura.
Il luogo in questione, infatti, favorisce l’anonimato per chi ha cattive intenzioni. Via Postignano è a metà strada tra l’abitato di Acciaiolo e Torretta, località in cui ha sede la Continental, proprio di fronte all’Emilia. Di giorno è un mix di capannoni industriali e campagna dai mille colori. Di notte diventa un insieme scuro e silenzioso. Dove chi sa muoversi nell’ombra trova terreno fertile per fare ciò che vuole.
Russo, residente a Cenaia e campano di origine, si è accorto del furto alle 5,30 quando ha raggiunto il luogo dove aveva sistemato le pecore. «Le facevo pascolare in quella zona da 20 giorni - racconta - Sono abituate a dormire all’aperto e avevo allestito il recinto con il filo sottile elettrico e con una recinzione di canapa tipica di chi fa transumanza. Ero tranquillo. Le pecore di notte non si muovono. E poi c’era il cane addestrato a controllarle. Nelle vicinanze c’è una casa e, da queste parti, ormai non si dorme più con il gregge. Ero andato a dormire nella mia casa di Cenaia come sempre. Invece, quando sono arrivato a Postignano ho avuto la brutta sorpresa. Non c’era più niente. Nemmeno il cane e i pali. Sicuramente il furto è stato fatto da persone esperte e che sapevano cosa stavano facendo alla perfezione. Sul mercato il bestiame che mi hanno rubato vale 40mila euro. Ed è un vero disastro».(a.q.)
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