Il Tirreno

Livorno

Bare abbandonate nel piazzale della Btt lungo l’Arnaccio

di Lara Loreti
Bare abbandonate nel piazzale della Btt lungo l’Arnaccio

Ne sono state ritrovate quindici nel piazzale dell’azienda Secondo i carabinieri, un’agenzia funebre se ne è disfatta

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COLLESALVETTI. Quando scatta l’allarme: “c’è un piazzale a Biscottino invaso da bare” sembra una situazione da Famiglia Addams, una battuta in stile humor nero. Ma quando poi i carabinieri di Stagno vanno sul posto, sparisce ogni cinismo. Quindici bare, di legno bianco e marrone, grandi e da bambini, con tanto di carcasse zincate, sono abbandonate nel piazzale che si trova al chilometro 17 e 300 lungo l’Arnaccio. Le bare - una corredata anche di cuscini - campeggiano all’interno di una vera e propria discarica a cielo aperto fatta di materassi, mobili, pneumatici e rifiuti vari. Il tutto in un piazzale di proprietà dell’azienda pubblico-privata Piattaforma Biscottino, la partecipata di proprietà di Aamps, Comune di Collesalvetti e degli imprenditori Emiliano Lonzi e Andrea Palumbo (Ecoetrusca), che ha affittato la grossa area industriale alla Btt, Biscottino Trasporti Terreni, con un contratto in scadenza nel 2016, che però non è mai stato ottemperato nei suoi contenuti dalla società locataria. Ieri quella stessa area è stata sigillata dai militari dopo un accurato sopralluogo. Il nastro bianco e rosso targato “carabinieri” è stato messo nella zona davanti al cancello della ditta (quella dove c’è la maggior parte delle bare) e anche in due spiazzi lì vicino, dove si trovano altre casse.

A dare l’allarme, mercoledì alle 21, l’amministratore delegato della Btt, Stefano Fulceri, 48 anni: è stato lui che, recandosi nell’area per un controllo, ha visto tutto quel materiale e si è rivolto ai carabinieri.

I militari, guidati dal comandante della Compagnia di Livorno Marco Vatore e dal maresciallo di Stagno Luca Giannetti, hanno constatato la presenza delle bare zincate e hanno subito invitato l’amministratore delegato a rimuovere il materiale. I carabinieri hanno mandato una comunicazione ufficiale anche all’ufficio Ambiente del Comune di Colle. E lo stesso sindaco Lorenzo Bacci si è attivato nel chiedere che l’area venga ripulita.

Sono state quindi avviate le indagini: secondo le prime ipotesi investigative, quelle bare sarebbero materiale di magazzino di qualche agenzia di pompe funebri che, invece di smaltirle secondo quanto previsto dalla legge, se ne sarebbe disfatta abbandonandole nel piazzale. Quelle casse, essendo zincate, richiedono una procedura di smaltimento particolare rispetto a quelle fatte solo di legno (che vengono usate, ad esempio, nella cremazione). Secondo gli investigatori, quindi, un’agenzia funebre si sarebbe disfatta gratis di materiale vecchio. Lo fa pensare il fatto che sul posto sono stati trovati indizi, come un cartello con un recapito telefonico, che si legge parzialmente, composto dal solo numero senza prefisso, come usava nel passato. I carabinieri escludono che si tratti di bare usate.

Non sarà facile risalire all’agenzia, ma i militari stanno lavorando su alcuni elementi utili: oltre al numero di telefono, sono stati trovati e acquisiti dati sui modelli, segni di pennarello e altre scritte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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