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Noi combattenti ora lottiamo per un sostegno

Noi combattenti ora lottiamo per un sostegno

Le parole di Giuseppe Cocco, classe 1922, del gruppo Anziani Fragili: «Ridurre l’isolamento»

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È doveroso esprimere un sentito ringraziamento a tutti quanti si sono attivati nel darci i loro consigli per aiutarci a vivere meglio. Faccio parte del gruppo “Anziani fragili”, del Comune di Livorno, oggi invitati a partecipare a questo convegno.

Un aneddoto.

Si racconta che ad un anziano macellaio, andato in pensione, gli amici fecero in regalo un grosso tagliere in legno con ai lati, impressa a fuoco, la scritta “ne abbiamo viste di cotte e di crude passare su questo legno”.

Questo aneddoto va bene anche per noi che nel nostro vissuto abbiamo passato di tutto.

Chi vi parla, classe 1922, nel trovarsi qui, di fronte a tanti autorevoli giovani, va col pensiero ai tempi della nostra giovinezza, destinati a nascere e crescere proprio nel ventennio della dittatura fascista.

Voi, per vostra fortuna, eravate ancora nel grande prato di margherite ad attendere la cicogna.

Questo per richiamare alla memoria la storia di quegli anni difficili che ci hanno portato a partecipare ad una inutile e rovinosa guerra.

Abbiamo passato cupi momenti tra bombe, vittime, distruzioni, attraversato periodi di disordine politico con azioni partigiane e rappresaglie nazifasciste, fino ad arrivare al grande momento della liberazione. Paragonabile ad un terremoto che in breve ci liberò dal fascismo, dal nazismo e anche dalla monarchia, iniziando i movimenti che hanno dato vita a questa giovane Repubblica.

Il dopo ci ha visto impegnati attivamente nella ricostruzione e alla graduale ripresa del lavoro. L’anziano di oggi può dire, con orgogliosa soddisfazione che, arrivato alla pensione vedeva l’Italia già al 5° posto tra le nazioni più industrializzate. Crediamo di avere dato tanto e ora, avanti in età, si vorrebbe trascorrere qualche anno di vita serena.

Sappiamo di rappresentare un grosso problema: la longevità diventa sempre più un costo per lo Stato, un peso per i familiari e una difficoltà anche per il sociale, in questo periodo di crisi che pare non finisca mai. L’anziano oggi non si sente sufficientemente assistito dalla sicurezza, dalla sanità e dal sociale.

Sono importanti problemi che, per un paese civile, dovrebbero essere di primaria importanza, e che spesso sono motivo di discussioni, di nuove intenzioni, promesse poco sostenute.

Per concludere, l’anziano oggi chiede un sostegno che possa offrire spazi di ricreazione, dove stimolare le amicizie, l’interesse, la curiosità, per ridurre l’isolamento e la solitudine... quel sostegno che ci permetta di ritrovarci a trascorrere in serena convivenza quanto ancora rimane. Grazie.

Giuseppe Cocco

Progetto Anziani Fragili

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