Il Tirreno

Livorno

«La città non è del M5s e nemmeno del Pd ma solo dei livornesi»

di Alessandro Guarducci
«La città non è del M5s e nemmeno del Pd ma solo dei livornesi»

Lo show del premier di fronte a 600 spettatori entusiasti Scherza sugli inviti di Nogarin e il 3 dicembre potrebbe tornare

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LIVORNO. «Era tanto tempo che non venivo a Livorno? Dite al vostro sindaco di invitarmi e io vengo. Non ho mai ricevuto un invito ufficiale da Nogarin». Ha esordito così Matteo Renzi, appena salito sul palco dell’auditorium della Svs in via delle Corallaie, scatenando l’applauso del pubblico (oltre seicento persone e tante rimaste all’esterno) che lo incitava a venire più spesso in città. «Avrò tanti difetti - prosegue il presidente del Consiglio - ma di certo non quello di stare fermo: anzi, girello parecchio...» E giù ancora applausi.

È questo l’unico riferimento veramente livornese che Renzi ha concesso alla platea, per poi dedicarsi esclusivamente a parlare del referendum costituzionale e delle ragioni del Sì. E anche dopo i tre quarti d’ora da mattatore trascorsi sul palco, Renzi ha evitato di parlare delle vicende politiche cittadine, limitandosi a dire ai giornalisti - mentre si stava allontanando - che «Livorno non è né dei grillini, né del Pd, ma è dei livornesi. Noi, comunque, siamo pronti a lavorare insieme a tutte le amministrazioni, anche quelle a guida Cinque stelle». Stop.

Per il resto, le citazione livornesi sono state utilizzate da Renzi solo ad uso e consumo della campagna referendaria a favore del Sì, come quando - rivolgendosi al pubblico - ha chiesto se ci fosse qualche simpatizzante del M5S tra i presenti. Di fronte al silenzio generale, Matteo Renzi ha incalzato: «Non ci credo che non ci sia nessuno... Allora spiegatemi come ha fatto a vincere qui il sindaco del Cinque Stelle: con l’estrazione del lotto?»

Poi, facendosi serio e continuando a rivolgersi ai simpatizzanti del movimento di Grillo ha chiesto: «Ma se volete farla finita con la casta, come fate a votare no a questa riforma?» Nel suo comizio-show, Renzi ha bacchettato anche Berlusconi e Salvini ma inevitabilmente - proprio perché si era a Livorno - il Movimento 5 Stelle è stato il bersaglio preferito.

«I grillini dicevano di voler cambiare la storia ma per ora hanno cambiato solo la geografia - afferma - Beppe Grillo ha infatti detto che voleva chiedere l'affitto per i musei Vaticani: forse immaginano di fare la breccia di Porta Pia bis e prendere lo stato della Città del Vaticano... Insomma, è come se il sindaco Nogarin chiedesse l'affitto a Hollande per l'Eliseo».

«Non glielo dire sennò lo fa per davvero», ha gridato uno del pubblico. «Voi livornesi siete troppo forti, mi fregate le battute», ha risposto sorridendo il premier.

Poi, sapendo di contare su una platea amica (tanti volti noti del Pd ma soprattutto gente comune), il premier ha lanciato l’affondo: «Non fatevi fregare. Se fate vedere il quesito si capisce che non si vota su Renzi o sulla legge elettorale. Se fate capire che questa cosa darà la svolta all’Italia, la stragrande maggioranza di indecisi, che sono primo partito, li andiamo a prendere!» Poi c’è stato spazio per gli abbracci e per i selfie, ma Renzi potrebbe fare a breve una nuova capatina a Livorno: è probabile che il 3 dicembre partecipi - con la ministra Roberta Pinotti - alla cerimonia di giuramento degli allievi ufficiali dell’Accademia Navale.

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