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Niente letti: anziana lasciata 27 ore in barella al pronto soccorso dell'ospedale
Livorno, 80 anni, cardiopatica e trapiantata, è arrivata venerdì 18 novembre alle 16 con un’infezione al sangue ed è stata trasportata al reparto il giorno dopo alle 18.30
LIVORNO. Una donna ottantenne, con gravi problemi cardiaci, trapiantata di valvole e con una infezione del sangue in corso è stata tenuta per 27 ore su una barella, in un corridoio all’interno del pronto soccorso. E' accaduto tra venerdì pomeriggio e sabato sera, dopo il triage.
«Ci hanno detto che non c'era neanche un posto letto per ricoverare mia mamma e dunque l’hanno lasciata nel corridoio», racconta il figlio al Tirreno.
Dopo 27 ore la signora ha poi cambiato tre reparti prima di esser portata a quello definitivo: quinto secondo, quinto primo e finalmente - quando erano passate 48 ore dall'arrivo in ospedale - malattie infettive.
Un'odissea, durante la quale però i medici - tutti quelli che hanno visitato la donna - hanno mostrato assoluta professionalità e massima disponibilità, sottolineano i familiari. «E' l'aspetto positivo della vicenda - continua il figlio -. Al pronto soccorso e poi nei vari reparti mia madre è stata seguita costantemente e curata con grande attenzione. Fin da subito è stata iniziata una terapia antibiotica ad ampio raggio per bloccare l’infezione. Il problema però è un altro: l'aspetto organizzativo. Non è possibile che un ospedale di una città come Livorno non abbia una stanza dove ricoverare una donna di quell’età e con quel quadro clinico. E' devastante trovarsi in una situazione come questa. Purtroppo, accanto a mia madre, c'erano almeno tre, quattro persone anziane che hanno dovuto passare la notte nel corridoio. Uno aveva la polmonite. Anche a loro è stato detto che non c'erano posti dove ricoverarli».
2 LETTI OGNI MILLE ABITANTI: SOTTO LA SOGLIA MINIMA. Non è la prima volta che viene denunciata una situazione del genere, anzi l’argomento rappresenta una delle principali battaglie del sindacato Fials - il più rappresentativo in viale Alfieri - che di recente aveva raccontato di una donna costretta a 30 ore di attesa al pronto soccorso in attesa di un posto in reparto, sottolineando la situazione drammatica dei posti letto in ospedale: a Livorno ce ne sono 2,19 ogni mille abitanti, il rapporto più basso della Toscana, dove il parametro minimo è 3,15.
DA VENERDÌ POMERIGGIO A SABATO SERA IN BARELLA. Stavolta la denuncia arriva invece da un cittadino, che ha contattato il nostro giornale. La ricostruzione dei fatti inizia venerdì: «Mia madre è arrivata al pronto soccorso alle 16 trasportata da un'ambulanza del 118 - racconta il figlio della donna -. Cardiopatica, trapiantata di valvole, aveva smesso di mangiare da tre giorni. Poco prima il medico di famiglia le aveva misurato la pressione: 60-95, valori da collasso».
Varcato il triage sono iniziati subito gli accertamenti: «Sono stati fatti i prelievi di rito, è stato chiamato un ortopedico per la presenza di un forte dolore a un ginocchio: le ha aspirato del liquido evidenziando da subito il timore di un’infezione». La diagnosi è arrivata dopo l’ora di cena: «Setticemia, cioé infezione del sangue che può essere fatale in quelle condizioni».
«I medici del pronto soccorso ci hanno detto che in tutto l’ospedale non c'era un posto letto, e che l’auspicio era che la mattina dopo, cioé il sabato, si sarebbe liberato qualcosa». Nel frattempo la donna ha passato tutta notte in barella parcheggiata tra i corridoi e le stanzine del pronto soccorso.
L’alba seguente non ha portato novità: «Forse a fine mattina, ci hanno detto, mentre mia mamma era ancora in barella nel corridoio», racconta il figlio. Alle 18.30 finalmente la donna è stata portata al quinto secondo in medicina, dove le hanno riscontrato una situazione cardiaca seria. Da lì è stata spostata al quinto primo e la domenica pomeriggio a malattie infettive. Le sue condizioni per fortuna ieri sembravano in miglioramento.
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