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Sesta vittima della meningite. "Col vaccino non sarebbe morta"

Sesta vittima della meningite. "Col vaccino non sarebbe morta"

Il professor Rezza insiste sulla protezione e ammette: «Il caso Toscana resta insoluto»

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LIVORNO. «Circola ancora il ceppo St11, il ceppo ipervirulento di meningite presente in Toscana. Non si può abbassare la guardia». Giovanni Rezza è l’immunologo che dirige l’Istituto Superiore di Sanità. Dal 2015 segue il “caso Toscana”. Dopo l’ultimo decesso per una meningite fulminante, il consiglio che dà alla popolazione è il più semplice: vaccinarsi.

Professor Rezza, perché assistiamo a un’accelerazione di casi di meningite?

«Avevamo notato un certo rallentamento in estate e anche subito dopo. Poi, però, nelle ultime settimane ci sono stati in sequenza alcuni contagi. E propri questi ultimi casi ci fanno pensare che esista ancora una certa circolazione di questo ceppo St11. Eppure gli studi non riescono a individuarne una circolazione particolarmente abnorme».

I dati parlano di contagi soprattutto fra gli adulti.

«Infatti. Considerando che è un ceppo piuttosto virulento, per fortuna non vediamo molti casi fra i bambini e gli adolescenti dove la vaccinazione è diffusa. Anche l’ultimo decesso, ci conferma che il ceppo St11 circoli soprattutto fra la popolazione adulta, all’interno della quale il livello di vaccinazione è inferiore che fra i bambini e i ragazzi».

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Ritiene che la paziente avrebbe evitato il contagio o il decesso se si fosse vaccinata?

«Sicuramente. Anche se la vaccinazione non può garantire la protezione al 100%, non producendo lo stesso effetto in tutti i soggetti, nella maggioranza dei casi impedisce che si manifesti la malattia: è in grado addirittura di prevenire l’infezione. Naturalmente ci sono casi nei quali si può assistere a un fallimento vaccinale, perché il sistema immunitario della persona risponde poco oppure perché la protezione tende a diminuire nel corso degli anni».

Allora ci sono casi nei quali il vaccino può essere inefficace?

«Ci sono casi nei quali è necessario ripetere il vaccino, soprattutto quando è stato fatto da piccoli. Ma la vaccinazione, anche quando non è efficace al 100%, ha la capacità di rendere la malattia meno aggressiva».

Esiste un sistema alternativo di protezione per la meningite?

«L’unico rimedio efficace che oggi si può offrire è il vaccino. È l’unico rimedio che garantisce livelli di copertura importanti, anche agli adulti. Quindi lo ripeto: la vaccinazione resta lo strumento principale di prevenzione della malattia».

Visto che in Toscana ancora il contagio non si debella, proseguono gli studi sulla popolazione?

«Certo. Continua il monitoraggio dell’Istituto superiore di Sanità insieme ai tecnici della Regione».(i.b.)

 

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