Il Tirreno

Livorno

Fortezza Nuova vince l’incuria «Così non va»

di Francesca Suggi
Fortezza Nuova vince l’incuria «Così non va»

Al Caffè Tirreno le lamentele dei residenti E un turista: parco bellissimo, che peccato

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LIVORNO. I suoi sono occhi nuovi. Quelli di un turista, in città per lavoro, che entra per la prima volta nel monumento del Buontalenti, incuriosito dai bastioni e dalla location di quelle mura nel mezzo ai Fossi della Venezia. Lui è Balázs Szókovács, viene da Budapest, lo incontriamo all’ingresso. Anche questo è Caffè Tirreno, il quartiere ce lo raccontano i residenti ma anche “chi vede per la prima volta”. Entriamo in Fortezza insieme a lui per captare le sue sensazioni. Il muro imbrattato di scritte di fronte al cancello lo amareggia. «E’ un peccato, la Fortezza da fuori è così bella», commenta e si addentra. «La galleria è un po’ troppo buia e sporca di immondizia», continua mentre cammina in quel polmone verde tra i canali, nel pieno centro della città.

Siringhe lasciate a terra. Il giovane ungherese non manca di guardare con ironia alla donna che sta dando da mangiare a gatti e a piccioni proprio all’entrata. Apprezza molto gli alberi, il prato, le panchine. Meno le cartacce buttate a terra e quel cancellino chiuso, rugginoso e malmesso (nella zona dove ci sono i giochi per bambini). E’ facilmente scavalcabile: al di là tante siringhe senza cappuccio che sbucano da sotto le foglie secchie e sono tante le confezioni gettate a terra lungo il vialetto che porta a questo angolo dimenticato del parco. Quello delle siringhe è un problema non da poco, come sottolineano anche i residenti. A fine ottobre mamma Elena Santi, proprio vicino ai giochini dove si stava divertendo anche suo figlio, ha trovato una siringa scoperta. «Ho chiamato subito i vigili che sono venuti, insieme agli addetti delle pulizie e l’hanno tolta. Ma il problema non è isolato. Vorremmo tutti quanti poter godere del parco in sicurezza, stare tranquilli e lasciare i bambini giocare senza lo stress di controllare».

Mancano anche i servizi igienici. Edi Spinelli è una frequentatrice del parco. E al Caffè Tirreno sfoga tutto il suo disappunto sullo stato in cui versa la Fortezza Nuova. «Io che vengo spesso vedo che sono tanti i turisti che vengono a visitare la Fortezza e spesso chiedono se c’è un bagno e la risposta è no», dice la sua. «Il risultato è che qui i cespugli sono trasformati in latrine, perché le persone si arrangiano così». La premessa, sottolineata anche dalla residente del centro, è che il parco sarebbe bellissimo, con grandi potenzialità anche turistiche. «Invece c’è da vergognarsi - e aggiunge - La galleria è angusta e buia, negli anfratti si accumula la spazzatura e inoltre quando gli addetti puliscono i cestini, se c’è della spazzatura a terra la lasciano».

Scritte sulla scultura in memoria delle vittime del Moby. In questo contesto tutto da potenziare, trova spazio, in un angolo, anche la scultura-cubo alla memoria delle vittime del Moby Prince inaugurata lo scorso 10 aprile. L’opera dell’artista Federico Cavallini, già oggetto di vandalismi, torna ad essere imbrattata. Con una scritta spray bianca. Il giovane turista ungherese gira intorno al maxi cubo, è incuriosito. Si chiede che cosa sia. Lo spieghiamo noi, visto che non esistono targhe a raccontare il senso dell’opera legata alla più grande tragedia della marina mercantile italiana accaduta nel porto di Livorno.

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