Gioco
Nube maleodorante controlli di Arpat alla raffineria Eni
Chiesta alla direzione dello stabilimento una relazione sugli impianti. La replica: «Dopo il riavvio nessun problema»
LIVORNO. Il sospetto è che la nube maleodorante che ha ammorbato la città nella mattinata di venerdì sia partita dalla raffinerai Eni di Stagno. Per verificare questa ipotesi, i tecnici di Arpat si sono recati all’interno dell’impianto per eseguire alcuni accertamenti e chiedere conto alla direzione delle attività e dei possibili problemi registrati negli ultimi giorni.
«La direzione Eni - spiegano dall’Arpat - ha raccontato che dopo le operazioni di manutenzione generale programmata a ottobre che hanno previsto la fermata dell’intera raffineria, a partire dall’8 novembre sono stati riavviati gli impianti, con una fase di messa a regime che venerdì era pressoché completata». Inoltre il responsabile del turno «non ha riferito di alcun evento incidentale o di alcuna anomalia in corso».
Eppure a partire dalle 8.15 di venerdì fino ad oltre mezzogiorno sono pervenute all’Agenzia, e non solo, molte segnalazioni da parte di cittadini, di operatori nelle proprie sedi lavorative, di alunni e insegnanti, che segnalavano la presenza di un «forte odore di gas» nei quartieri nord e centrali della città: San Marco, Garibaldi, La Venezia, Porta a Mare. Anche i vigili del fuoco e dalla sede di Asa hanno riferito di aver avuto molte segnalazioni dello stesso fenomeno, non il primo registrato a Livorno.
«Dalla sequenza temporale delle segnalazioni e in considerazione della direzione del vento - fanno sapere da Arpat - il fenomeno che ha causato la maleodoranza è da ricercarsi nella zona nord della città».
Così il dipartimento di Livorno si è attivato con suoi operatori, che si sono recati nelle zone da cui sono giunte le segnalazioni. Partendo intorno alle 9 dalla sede di via Marradi dove la maleodoranza risultava avvertibile, sono state percorse la via Aurelia, la zona artigianale del Picchianti, la via Enriques, non evidenziando un acuirsi del fenomeno. Fino ad arrivare alla raffineria Eni. All’interno è stato effettuato un sopralluogo lungo il perimetro interno della raffineria e nei vari impianti «non percependo alcuna maleodoranza riconducibile a quella percepita e lamentata in precedenza». In ogni caso è stato richiesto a Eni di fornire una relazione sullo stato degli impianti in relazione alla recente manutenzione e allo stato di riavvio dei singoli settori della stessa raffineria.
«Sono in corso di approfondimento da parte degli uffici - concludono da Arpat - per quanto attiene agli inquinanti primari come il benzene, registrati dalla centraline in via La Pira, viale Carducci e in piazza Cappiello; e le ricostruzioni del percorso degli inquinanti, partendo dai vari punti segnalati dai cittadini per individuare le probabili sorgenti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google