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Livorno

permessi in deroga

«Io, medico dovrei fare le visite a giorni alterni»

LIVORNO. Da gennaio, insieme alla nascita delle “Zsc blu” (gratuite per i residenti e a tariffa oraria per gli altri) è previsto anche un altro cambiamento. Alcune categorie di professionisti non...

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LIVORNO. Da gennaio, insieme alla nascita delle “Zsc blu” (gratuite per i residenti e a tariffa oraria per gli altri) è previsto anche un altro cambiamento. Alcune categorie di professionisti non potranno più usufruire dei permessi in deroga per circolare e sostare nelle Ztl e nelle Zsc, che nel frattempo sono stati portati quasi per tutte le categorie a 150 euro. Vale ad esempio per i medici specialisti in libera professione, che hanno iniziato a scrivere al Comune. E che alzano la voce.

«Costava 20 euro all'anno e forse era poco. Ora ne costa 150 e forse è troppo», scrive ad esempio Tiziana De Felice: «Fatta questa considerazione, ho pagato la differenza, ritenendo che, per esercitare nel modo migliore la mia professione, fosse un sacrifico comunque doveroso».

«Sono un medico libero professionista - racconta - e pare che questa definizione di per sé faccia scendere evidentemente il livello delle prestazioni. Mi viene detto che, a partire dal primo gennaio prossimo, non avrò più diritto al pass neanche a fronte di un "contributo" abbastanza esoso. Ho rivolto quindi delle domande (scritte e protocollate) alla dirigente alla viabilità. Mi è arrivata, devo dire, sollecita, una risposta a dir poco "surreale". Io potrei - spiega - con un permesso giornaliero di 5 euro, che posso avere nei giorni di lunedì e mercoledì dalle 9 alle 13 oppure il martedì e giovedì dalle 15.30 alle 17.30, esercitare ed effettuare eventualmente visite domiciliari. E quindi - ironizza - una visita di mercoledì o di sabato, quando l'ufficio traffico è chiuso, non la posso fare». «Se vengo chiamata dopo le 14 dei giorni mattutini o in altri orari non congrui - va avanti - non ho ovviamente, il permesso. E tanto tanto altro ancora».

«Non ho parole - conclude in modo sarcastico - e non ce ne sono. Chiedo scusa dunque ai miei pazienti se non potrò recarmi dal loro bambino con la febbre o dalla nonna che necessita di terapia infiltrativa e non può muoversi. E ringrazio il Comune».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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