Il Tirreno

Livorno

contrassegni auto, è caos in città

Ztl e Zsc, arrivano i bollettini: il fronte del no scrive al sindaco Nogarin

Ztl e Zsc, arrivano i bollettini: il fronte del no scrive al sindaco Nogarin

Livorno, inviata al Comune la petizione con 1.500 firme: rinvii il pagamento e convochi il consiglio

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LIVORNO. Sono arrivate. Ancora non a tutti. Ma sono arrivate: a partire da venerdì, le prime buste con all’interno la lettera del sindaco e il bollettino di pagamento, sono state recapitate nella cassetta della posta dei livornesi che vivono in centro. E che entro il 30 novembre, per la prima volta, dovranno pagare il contrassegno auto per circolare e sostare nelle Ztl e nelle Zsc di riferimento. In tutto i residenti che riceveranno il bollettino sono 24mila. Potranno decidere se pagare il nuovo pass che varrà fino al 30 novembre 2017 (30 euro per la prima auto, 50 euro per la seconda e 75 per la terza) oppure rinunciare, riconsegnando al Comune il vecchio contrassegno.

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Ma cosa c’è scritto nella lettera del sindaco? Le parole sono diverse da quelle annunciate a inizio novembre, e puntano soprattutto sulla riorganizzazione delle soste in città a partire dal primo gennaio. «L’amministrazione - si legge - ha deciso di far diventare a pagamento tutti i parcheggi del centro per due motivi: mettere ordine nella disposizione dei veicoli in sosta e di conseguenza aumentare la possibilità per i residenti di trovare parcheggio vicino casa». «L’amministrazione - si legge ancora - ha previsto che la tariffa agevolata per i residenti consenta la sosta negli stalli blu, senza dover pagare alcun importo orario». La tesi del Comune è che con le nuove Zsc blu (gratuite per i residenti che pagheranno il pass) alla fine ci saranno più posti liberi per gli stessi residenti, perché a fare i controlli non sarà più solo la polizia municipale ma anche gli ausiliari della sosta.

Impostazione che non convince affatto i tanti livornesi che tra un quartiere e l’altro stanno raccogliendo le firme contro i contrassegni a pagamento.

Ieri mattina, in un bar del centro, si è riunito il primo coordinamento spontaneo della petizione “Basta tasse nel tuo quartiere” lanciata su Change.org dall’ex presidente della circoscrizione 5, Matteo Ampola. La petizione - che per ora ha sfiorato le 1.500 firme e che resta aperta - ieri è stata indirizzata ufficialmente al sindaco Filippo Nogarin. In contemporanea, sia al sindaco che al presidente del consiglio comunale e ai rappresentanti delle varie forze politiche, è stata inviata una lettera in cui i cittadini fanno cinque richieste chiare all’amministrazione pentastellata. «Il costo di questa tassa - è la premessa - avrebbe dovuto coprire le spese necessarie a dotare i residenti della tecnologia Rfid (chip-antenna in ogni auto in sostituzione della lettera), ma in realtà apprendiamo dagli organi di informazione che il Comune non ha intenzione di mettere in pratica l'uso di tale strumentazione. Perché il Comune ha intenzione di far pagare ai residenti di una parte della città una nuova tassa senza corrispondere alcun servizio?». «Riteniamo - si legge ancora - che oltre le personali convinzioni politiche di ognuno dei firmatari della petizione, chiunque amministri la nostra città si debba occupare di problemi, interessi, esigenze delle persone e non penalizzarle economicamente. Soprattutto in tempi di crisi economica. Come mai il Comune non ha attivato preventivamente un adeguato percorso partecipativo?».

Quindi viene prima di tutto chiesto di «posticipare la data entro la quale i residenti devono effettuare il pagamento dei contrassegni», considerando anche che a dieci giorni dalla scadenza non tutti hanno ancora ricevuto il bollettino. Nel frattempo, «per recuperare il vuoto partecipativo che si è creato», i firmatari chiedono di «inserire nell'ordine del giorno del primo consiglio comunale utile la discussione in merito al pagamento del contrassegno», con l’obiettivo di arrivare a una «rimodulazione del piano economico». Pensano, ad esempio, alla possibilità di mantenere gratuito il contrassegno per la prima auto?

I firmatari chiedono poi una «rivisitazione del piano che porterebbe alla realizzazione 12mila posti auto a pagamento», perché secondo loro «impedirebbe la realizzazione di un piano della mobilità cittadina più sostenibile». E secondo molti commentatori social ridurrebbe in realtà le possibilità di parcheggio per i residenti. Da ultimo viene chiesta una «semplificazione delle procedure, ad oggi eccessivamente problematiche e difficoltose, per le eventuali restituzioni del tagliando». Che nei prossimi giorni potrebbero intasare gli sportelli degli uffici allestiti ad hoc.

Juna Goti

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di Redazione web