Il Tirreno

Livorno

l'iniziativa del Tirreno contro i raggiri

Truffe agli anziani, è boom: cresciute del 17,5% in un anno

di Lara Loreti
Due truffatori alla porta di un'anziana (foto di archivio)
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Due truffatori alla porta di un'anziana (foto di archivio)

Le tecniche dei raggiri sono sempre più sofisticate, ma c’è anche chi non ci casca Testaì: «Chiamate il 112 e il 113 e fate denuncia, è fondamentale per fermare i ladri»

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LIVORNO. “Buongiorno, siamo dell’Enel vorremmo controllare la sua bolletta”. Ma l’anziana non ci casca: “Grazie non mi serve niente, arrivederci”.

Fidarsi, ma non troppo. Un po’ di sana diffidenza a volte può essere salvifica per contrastare le truffe agli anziani: è quello che ci vuole quando alla porta di casa bussano degli estranei che potrebbero rivelarsi malintenzionati. Esattamente come è successo l’altra mattina a Nugola, dove una donna di 70 anni ha mandato via due uomini che volevano entrare nella sua abitazione, a loro dire per controllare la bolletta. Fidarsi è bello, ma a volte è meglio usare qualche precauzione in più. Specialmente di fronte a gente che si presenta a casa o che contatta i malcapitati per telefono, facendo strane richieste o pretendendo dei soldi. In quel caso, è necessario chiamare il 112 o il 113 per segnalare la situazione.

Poliziotto docet. È questo il consiglio che viene direttamente dalle forze dell’ordine. Gli anziani sono spesso soli e hanno voglia di fare due chiacchiere. È proprio su questo desiderio che spesso fanno leva i malviventi, che si presentano come educati, impeccabili e molto cerimoniosi al solo scopo di derubare il povero e ignaro interlocutore. «I truffatori sono specializzati nel carpire la fiducia delle vittime - dice il dirigente della squadra mobile, Giuseppe Testaì - E a questo scopo, usano metodi affabili e gentili. La polizia, insieme con i carabinieri, ha posto un’attenzione particolare al problema, e il nostro lavoro costante messo in atto ci ha portato, nei mesi scorsi, ad arrestare i responsabili di alcuni episodi».

Casi in aumento: i numeri. L’impegno delle forze dell’ordine, carabinieri e polizia in primis, rispetto al problema, è legato soprattutto all’impennata che le truffe hanno avuto in città da qualche tempo a questa parte, in particolare nell’ultimo anno. Basta dare uno sguardo ai dati della questura per rendersene conto: da gennaio ad agosto 2016 le persone anziane cadute nella rete dei truffatori sono state 74; a questi si aggiungono altri cinque casi successi tra settembre e ottobre. Nei primi otto mesi del 2015, invece, le vittime dei truffatori erano state 63. Ciò vuol dire che nel giro di un anno c’è stato un incremento dei casi del 17,46 per cento. Un valore significativo.

Raggiri: le nuove frontiere. La cosa che fa maggiormente riflettere è che le modalità delle truffe siano costantemente in evoluzione. Negli ultimi tempi, sono venute fuori almeno due nuove tipologie di tranelli: l’avvocato o il carabiniere che chiama (di solito i truffatori si presentano di persona, ma sono sempre più frequenti le telefonate) l’anziano di turno e gli chiede dei soldi, quasi sempre con la scusa dell’incidente fatto dal figlio della vittima. Se il malcapitato ci casca, il ladro dice che manderà qualcuno a prenderli. Addirittura a volte i malfattori spaventano l’anziano preso di mira aggiungendo che il figlio è stato arrestato. Negli ultimi due mesi, ci sono stati almeno 4-5 casi del genere, ma fortunatamente non tutti gli anziani ci sono cascati: tre di loro hanno detto ai malviventi che non avevano soldi, e li hanno liquidati. Già da un annetto, invece, s’è diffusa la sceneggiata della diffusione nell’aria di una “sostanza che corrode i preziosi”. «Mi raccomando, se vuole preservare i suoi averi li metta in frigo», dicono. L’episodio più brutto è capitato a fine agosto nel territorio di Collesalvetti, dove due ottantenni sono stati derubati con questo escamotage per un totale di 250mila euro tra soldi e gioielli. Una truffa scioccante, unica per il grosso bottino.

Per non parlare della finta fuga di gas condominiale, con relativa evacuazione degli appartamenti (ovviamente quelli dei malcapitati): i casi più clamorosi sono successi a marzo dello scorso anno. Due episodi gemelli avvenuti alle Sorgenti e in via della Padula: due truffatori, travestiti da addetti del gas, hanno simulato la pericolosa fuga di una sostanza che corrodeva l’oro e hanno invitato i residenti - gli anziani soli, quindi più vulnerabili - a mettere in salvo i gioielli prima di fuggire.

Vittime: dispiacere e vergogna. Imbarazzo, disagio, incredulità. E dolore. Subìre una truffa è una trauma, un trauma da cui spesso è difficile riprendersi. Il senso di vergogna e di impotenza prendono il sopravvento. Poi subentrano la paura e quel sentirsi non più utili alla società, quasi un peso alla mercé di ladri e truffatori. Un sentimento che spinge alcuni anziani a dubitare di presentare denuncia alle forze dell’ordine per non esporsi al giudizio altrui. Ma questo è sbagliato. Lo spiega il dirigente della squadra mobile Testaì: «Denunciare le truffe è necessario per prevenire nuovi episodi e salvare altre possibili vittime di raggiri. E in questo senso, è molto importante che gli anziani non siano lasciati soli. La vicinanza dei familiari è fondamentale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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