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Ruba una scheda telefonica, denunciato
Livorno, l' uomo viene trovato anche in possesso di un tablet di dubbia provenienza. L'appello della Guardia di Finanza: se qualcuno ha subito un furto si faccia avanti
LIVORNO. Scheda telefonica rubata, denunciato un uomo straniero. La scheda era inserita in un tablet di nuova generazione. Alla vista dei Baschi Verdi del gruppo della Guardia di finananza di Livorno, l' extracomunitario diventa nervoso. Il comportamento attira l'attenzione dei militari, che grazie all'aiuto della sala operativa, fermano l'uomo. Alle domande delle fiamme gialle non riesce a spiegare da dove arrivi il materiale tecnologico di cui è in passesso. E da ulteriori accertamenti emerge che si tratta di un tablet Lenovo e di una scheda telefonica della compagnia Poste Mobile rubata, questa, ad un 30enne livornese.
Sentito dai militari, il legittimo proprietario racconta di aver subìto, qualche giorno prima, in un locale di Livorno, il furto di un cellulare Samsung Galaxy con, all'interno, la scheda poi rinvenuta dai Baschi Verdi. Nulla da fare per il cellulare del giovane, che ha comunque ringraziato i militari per aver rinvenuto la sim, contenente dati personali sensibili.
L'uomo viene, quindi, denunciato per ricettazione per la scheda rubata e segnalato per incauto acquisto per il tablet (sulla provenienza si nutrono dubbi seppur non risulti, al momento, oggetto di una denuncia per furto).
Secondo la versione dell'uomo, il tablet sarebbe stato comprato da una persona di nazionalità tunisina incontrata per caso in piazza Grande per 45 euro. L’apparecchio è custodito negli uffici della Guardia di Finanza, nell’eventualità che, nel frattempo, l’eventuale legittimo proprietario si faccia avanti per rivendicarne la proprietà.
Da ulteriori accertamenti, è emerso che l’extracomunitario è titolare di un’attività di commercio ambulante, risultata in realtà inattiva, per la quale ha omesso la presentazione delle previste dichiarazioni dei redditi negli ultimi due anni. Non disponendo di altre fonti di reddito, sono state, quindi, informate l’Agenzia delle Entrate, per la cancellazione d’ufficio della partita Iva dell' attività, nonché la questura - ufficio Immigrazione, per il riesame del permesso di soggiorno.
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