Gioco
Quadri falsi per sostituire quelli rubati
Sono stati ritrovati in un fondo sul viale Italia: indaga la Mobile
LIVORNO. Undici falsi d’autore ritrovati dalla polizia in un fondo sul lungomare. E dietro potrebbe nascondersi una spy story - arricchita dalle firme di Ulvi Liegi, Renato Natali e Romano Mussolini - che naviga sui canali della Venezia per poi riaffiorare in superficie sul viale Italia. Quadri, furti, intrighi nel mondo dell’arte. Un universo che solletica la curiosità di tutti e fa volare la fantasia e la brama di soldi, un po’ come nel film di Giuseppe Tornatore “La migliore offerta”, dove il cattivo di turno scappa con un bottino fatto di opere di Modigliani, Corcos e Renoir.
L’allarme in questura parte così: in un fondo sul lungomare sono nascosti quadri di valore. I Falchi della squadra mobile, guidati da Giuseppe Testaì, intuiscono subito che dietro può esserci qualcosa di grosso. E quindi volano sul posto. Quando si alza la saracinesca, la sorpresa dello stesso proprietario del fondo - ignaro di tutto - è grande: quei quadri, nascosti in uno sgabuzzino, sono di valore.
In apparenza sembrano opera dei famosi pittori del “gruppo labronico” e non solo del primi del Novecento. Poi, in base alla prima analisi di un esperto, emerge che sarebbero falsi d’autore. Stiamo parlando un Filippelli, con bancarelle, e cornice; un ritratto del duce Benito Mussolini, in divisa con cappello a mezzobusto su tavola, con cornice; un Natali con donne e marinai, compresa la cornice; un Guido Guidi, con due fabbri su tela senza cornice; una stampa di Benito Mussolini del 1944, con scritta “Discorso al teatro lirico”, con cornice; ancora un Natali, Rissa al bar, incorniciato; un Ulvi Liegi, Chalet Rotonda con cornice; un “Suski”, Paesaggio di città con carrozza, con cornice; un R. Manna, Monachina a Firenze 1977, con cornice; un Romano Mussolini, Ritratto del Duce Benito Mussolini, con cornice grande; infine, un altro Mussolini, ritratto del dDuce a cavallo, con cornice (anche questo grande).
Scatta l’indagine della polizia ed emerge che quei falsi d’autore sarebbero stati creati ad arte per sostituire gli originali trafugati dalla collezione privata del proprietario, un anziano deceduto lo scorso anno. Questi abitava in Venezia e quando è morto la sua collezione è stata ereditata dai parenti. Però qualcuno - secondo gli investigatori, vicino al defunto - si sarebbe appropriato indebitamente dei quadri. Ma cosa c’entra il fondo sul lungomare? Quel locale, dove sono stati ritrovati i quadri, era stato affittato a 4 persone che avevano messo su un’attività commerciale, che poi però era stata chiusa. La squadra mobile sta svolgendo accertamenti anche su questo punto, per capire il legame tra chi bazzicava il fondo e la refurtiva.
Quanto all’eventualità di collegamenti con la vicenda degli otto quadri spariti dal Museo Fattori, la polizia ritiene che non vi sia un collegamento.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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