Il Tirreno

Livorno

Il porto cresce, ecco i numeri

di Mauro Zucchelli
Il porto cresce, ecco i numeri

Volano traffici ro-ro, auto, crociere e traghetti. Ma nei container il boom è solo nei trasbordi

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LIVORNO. Una sfilza di segni “più” per il porto nei primi nove mesi di quest’anno: più 3,4% la movimentazione complessiva (che supera d’un soffio la soglia dei 25 milioni di tonnellate), più 14,4% il numero di navi arrivate, più 5,8% i container (in teu), più 13,3% le “autostrade del mare” (in numero di rotabili), più 26,4% i passeggeri dei traghetti, più 18,6% i croceristi, più 24,3% le auto nuove.

L’Authority canta vittoria squadernando questi dati. Il commissario Giuliano Gallanti dice sostanzialmente tre cose: 1) i dati confermano «lo stato di buona salute del nostro porto»; 2) in questi anni «abbiamo recuperato costantemente posizioni importanti nello scacchiere nazionale»; 3) «siamo lo scalo portuale che in Italia sta crescendo di più in termini di traffici». Prende la rincorsa, insomma, per rivendicare che «una parte di merito vada riconosciuta a questa amministrazione, che ha promosso politiche coraggiose di investimento e di regolazione delle attività portuali».

In realtà, qualche segno “meno” c’è: quasi un punto percentuale il calo delle rinfuse solide (sabbie, feldspate, ecc.); un quarto di punto la flessione delle merci in colli e numero.

Ma a ben guardare dentro i numeri qualche mutamento nelle tendenze salta agli occhi. A cominciare proprio dai contenitori, la tipologia-clou nell’economia della portualità (ma per Livorno superata già da più di dieci anni dal cabotaggio dei camion e dei trailer spediti via nave).

È vero che finora a fare da locomotiva dell’impennata delle statistiche dei container sono stati i trasbordi, cioè il container che arriva con una nave, viene sbarcato e poi reimbarcato su un’altra nave senza uscire dal porto. Al netto di quest’aspetto, si registra un arretramento: oltre 7mila container in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma quasi tutti vuoti. Quelli pieni, nel periodo da gennaio a settembre, restano grossomodo allo stesso livello di dodici mesi prima ma con un incremento del 3,6% in importazione mentre c’è un calo del 3,2% degli imbarchi. Segno che l’indebolimento potrebbe riguardare anche la capacità dell’industria toscana sul fronte dell’export. Invece i soli trasbordi volano: quasi 28 punti percentuali in più.

Da segnalare che, dopo un periodo in crescita sì ma lente, il traffico ro-ro è tornato a crescere in doppia cifra: da febbraio in poi (con l’unica eccezione di luglio per un soffio) l’incremento ha superato il 10%, arrivando al 17% o quasi in aprile e in settembre.

Capitolo passeggeri: il Nord Africa in fiamme tiene i turisti in Sardegna e questo ha fatto volare il dato dei traghetti.

L’ultima sottolineatura riguarda il numero delle navi: torna a crescere, come dicevamo. Ma fra le portacontainer si intravede il limite dimensionale degli spazi fisici del porto: la crescita è quasi tutta nella fascia da 2.500 a 4.500 teu, se si passa alla dimensione superiore c’è già un calo. Darsena Europa, vieni presto...

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