Il Tirreno

Livorno

Terme del Corallo da salvare: parte in banca la raccolta di fondi

di Enrico Paradisi
Terme del Corallo da salvare: parte in banca la raccolta di fondi

Livorno, possibili donazioni in ogni filiale della Cassa di Risparmio. Reset: crediamo nel recupero passo dopo passo

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LIVORNO. In ogni filiale della Cassa di risparmio di Livorno da oggi è possibile effettuare una donazione su un conto corrente esclusivamente dedicato al recupero delle Terme del Corallo. Dopo l’imponente lavoro di sistemazione del verde che ha portato all’apertura per un giorno dell’ex complesso termale con gli effetti luce e i giochi d’acqua nella splendida festa del maggio scorso, l’associazione Reset – che ha lavorato in tandem all’associazione Terme del Corallo onlus guidata da Silvia Menicagli – mette a segno un altro colpo: un altro tassello concreto sulla lunga strada del recupero del gioiello liberty abbandonato.

A fare gli onori di casa, nella sede della Cassa di Risparmio di piazza Grande, dove campeggia davanti alle casse un grande plastico che riproduce il complesso termale, è Giovanna Cozza, responsabile sviluppo dell’area di Livorno: «Ci è piaciuto il progetto di riconsegnare qualcosa alla città, e ci è piaciuto l’approccio di Reset, la loro determinazione e la volontà di crederci nonostante le difficoltà. Per questo è stato aperto un conto dedicato alla raccolta fondi destinata al progetto di recupero».

Le Terme meritano una seconda opportunità, sottolinea Giuseppe Pera, presidente di Reset. Quel che entrerà nel conto, attivo già da ieri, sarà donato al Comune, proprietario del complesso (sottoposto al benestare della Soprintendenza) con un vincolo che lo lega all’esecuzione di lavori specifici. L’idea è quella di procedere un passo dopo l’altro: e una volta raggiunta una determinata somma, necessaria a completare il passo stabilito, subito partire con la relativa opera di recupero. Anche dal numero del conto scelto da Reset c’è un simbolismo nascosto che fa capire quanta sia la voglia di partire. Se si guardano le ultime cifre, 190416, si possono scomporre in 1904, anno in cui il 31 luglio le terme furono inaugurate e 16, che sta per 2016, anno che rappresenta la volontà di ridar loro vita.

«Abbiamo chiesto al Comune un elenco delle opere subito cantierabili – spiega Pera – in modo che appena abbiamo la cifra sufficiente si possa intervenire. Ancora l’elenco non c’è, ma appena lo avremo sarà individuata la prima cifra da raggiungere e di conseguenza il lavoro da finanziare».

Se si stabilisce ad esempio che per il ripristino delle cancellate occorrono 10mila euro, appena si raggiunge questa cifra si parte con il cantiere. «Perché l’appoggio alla banca? Abbiamo scelto – prosegue il presidente di Reset – una base solida e una banca radicata sul territorio, che non solo ci ha permesso di aprire un conto, ma ci ha dato un appoggio per veicolare l’iniziativa in tutte le sue filiali».

Dopo la serata di maggio anche il Comune ha sposato l'idea di ridare vita alle Terme e ha presentato un progetto nel bando di recupero delle periferie di Renzi. «Se venissero finanziate – aggiunge Pera – si tratterebbe di una cifra intorno al milione e 800 mila euro finanziati dal Governo».

Con le due associazioni capofila, Terme del Corallo Onlus e Reset, sul treno del recupero sono saliti anche altri soggetti: «Nell’appello lanciato nell’iniziativa che abbiamo fatto al Tirreno – conclude Pera – si sono aggiunte al progetto altre 30 associazioni».

Alla presentazione è intervenuto anche il sindaco Filippo Nogarin, accompagnato dalla vice Stella Sorgente e dall’assessore Francesca Martini. «Grazie e un bravi a tutti», ha detto Nogarin: «Dimostra quanto la città tenga al recupero di questo gioiello. Grazie alla Cassa di Risparmio e grazie a Reset che ci ha creduto: per la prima volta vediamo il rifiorire di un patrimonio da poter restituire alla città. Una città che ha una chance se crede in queste opportunità che partono dal basso».

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