Italia
Denunciato dalla Finanza il mago dei massaggi
Accusato di esercitare la professione senza titolo e di avere due lavoratori al nero Scatta il blitz delle Fiamme gialle nello studio sul viale Italia: sequestrata l’agenda
LIVORNO. Era diventato così famoso che davanti al suo studio, in un palazzo residenziale sul viale Italia, c’era un via vai continuo di clienti. E poi la pubblicità sui social network, i video su youtube, il sito internet con tutte le spiegazioni. Ma la Guardia di finanza non ha fatto sconti: attirata da tutta quella pubbliità, ha drizzato le antenne. E ha scoperto quel massaggiatore così quotato in realtà esercitava abusivamente la professione di terapeuta. Nei guai è finito Carmine Imbimbo, 64 anni, già apparso sulle cronache per un caso analogo nel 2012. Attivo da diversi anni sul territorio toscano (ha avuto studi a Empoli, Quarrata e Firenze, oltre a Livorno), il 64enne - nonostante precedenti denunce - secondo le accuse dei militari livornesi, ha continuato ad esercitare senza titolo.
La Finanza lo ha denunciato per esercizio abusivo della professione, dal momento che, secondo la ricostruzione dei fatti degli investigatori, avrebbe effettuato prestazioni equiparabili ad attività terapeutiche per la rieducazione delle disabilità motorie, con l’uso di terapie fisiche, manuali e massoterapiche. Pratiche che in realtà possono essere eseguiti solo da professionisti sanitari abilitati. Inoltre, nel corso dei controlli, la Finanza ha scoperto che nello studio sul viale Italia c’erano due lavoratori, senza contratto di assunzione. Per questo Imbimbo è stato multato di 12.000 euro.
Tutto è nato quando sotto gli occhi degli investigatori sono capitati il sito web e il canale youtube attarevrso i quali il 64enne promuoveva la sua attività con foto, video e descrizioni dettagliate sui benefici di un nuovo metodo di cura, da lui inventato e capace di eliminare i dolori articolari: il cosiddetto Massaggio Posturale Manipolato (abbreviato, Mpm). Imbimbo, secondo i finanzieri, si definiva come ideatore di questo metodo, definito risolutivo per i dolori osteoarticolari. Solo che già dai primi controlli delle fiamme gialle, guidate dal comandante del Gruppo di Livorno, Carlo Bastone, è emerso che Imbimbo non aveva il titolo professionale abilitativo, previsto per legge per l’esercizio della massoterapia.
Come scoperto dai militari, per un massaggio completo con il metodo Mpm, la cifra chiesta ai clienti era di 150 euro per la prima seduta, 120 per la seconda e 100 per le successive prestazioni, come si legge dalla pagina web del massaggiatore.
Sono così scattate le nuove indagini delle fiamme gialle livornesi - coordinate dalla Procura - che, dopo numerosi appostamenti e approfondimenti, si sono presentati alla porta dello studio medico che ospitava il massaggiatore. Al momento del controllo, sono stati trovati documenti che dimostravano la pratica di tecniche di massaggio a scopo terapeutico, volte a dar sollievo a patologie quali cefalee, lombo-sciatalgie ed epicondiliti. Sequestrata anche l’agenda degli appuntamenti oltre al “set da lavoro” del massaggiatore, consistente in pedali e strumenti di legno, cinghie per trazioni, fasce per contratture cervicali, unguenti e creme per massaggi. Nello studio c’erano anche il lettino e un caminetto.
Le ulteriori indagini hanno consentito di riscontrare come il 64enne avesse elaborato un vero e proprio programma di riabilitazione volto - secondo il massaggiatore a individuare la causa del dolore e anche al superamento del bisogno del paziente, del quale annotava diligentemente sintomi e prescrizioni.
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