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Meningite, la studentessa colpita dal ceppo "toscano" St11
Isolato il ceppo di meningite all’ospedale Meyer di Firenze: è il “toscano” St11. La studentessa non ha frequentato locali pubblici nei giorni prima del ricovero
LIVORNO. Sono migliorate le condizioni della studentessa di 20 anni residente a Cecina ricoverata da lunedì nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Livorno con una diagnosi di sepsi meningococcica di tipo C. «L'evoluzione del quadro clinico - sostengono i medici livornesi - lascia sperare in un cauto ottimismo, ma saranno decisive le prossime ore. La prognosi resta comunque riservata, in una situazione ancora complessa». La ragazza resta sotto la stretta osservazione delle equipe mediche di Rianimazione e Malattie infettive. La ragazza non ha frequentato locali pubblici nei giorni immediatamente precedenti alla scoperta della malattia: sabato sera doveva andare in discoteca, ma è rimasta a casa perché influenzata.
Intanto è stato isolato il ceppo di meningite che ha contratto: è il tipo St11. Il risultato emerge dagli esami finora effettuati dal laboratorio di immunologia e malattie infettive dell'ospedale Meyer di Firenze. Il tipo St11 è il cosiddetto ceppo toscano, perché la tipizzazione del germe effettuata nei laboratori del Meyer ha dimostrato che a circolare nella nostra regione è un germe ben conosciuto per la sua aggressività, appunto il tipo C-St11. «Non si tratta di un germe nuovo – ha spiegato la professoressa Chiara Azzari, responsabile del Centro di Immunologia pediatrica dell’ospedale pediatrico fiorentino - è uno dei più comuni meningococchi che troviamo in Italia. È un tipo particolarmente aggressivo che però è sensibile alle terapie antibiotiche». La strategia più efficace per contrastarlo, come confermato anche dall’Istituto Superiore di Sanità, è la vaccinazione e la profilassi antibiotica dei contatti. Due misure sollecitate dagli organismi sanitari.
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Intanto sono riprese normalmente le lezioni all’istituto Marco Polo di via Montesanto, dopo lo stop alle attività deciso ieri mattina dal sindaco, Samuele Lippi. Una chiusura non voluta dalla Asl ma voluta per riflettere con gli studenti dell'accaduto, per evitare allarmismi e organizzare la profilassi necessaria.
«Una giornata di riflessione», come è stata definita dallo stesso sindaco e dal preside dell'Istituto, Marco Benucci, decisa a pochi minuti dall'avvio delle lezioni, quando i ragazzi si sono recati in via Montesanto e lì hanno trovato gli uomini della Asl intenti a dare avvio alle attività di profilassi.
(r.l.)
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