La protesta
Authority: macché accuse, Lucarelli l’abbiamo aiutato
Palazzo Rosciano replica all’ex bomber amaranto: «Abbiamo fatto il possibile ma non possiamo né stravolgere il Prg né cercare noi i traffici al posto suo»
LIVORNO. L'Authority respinge al mittente le accuse di Cristiano Lucarelli, che è tornato ad addossare a Palazzo Rosciano – insieme al sindaco Filippo Nogarin – la colpa dei problemi della propria azienda, anzi l’intenzione di volerla strangolare. Ad esempio, riguardo «all'eventuale nuova convocazione da parte del prefetto», l'Authority dice di aver sollecitato lei la soluzione l'8 novembre, tre giorni prima che lo chiedesse il sindaco.
Si è dimezzato il numero delle navi lavorate da Lucarelli per conto di Tirrenia da luglio in poi? E sarà «destinato a annullarsi» a fine anno? L'Authority – guidata da Giuliano Gallanti con Massimo Provinciali numero due – nega ogni colpa dicendo che «non può interferire»: è la «libera scelta imprenditoriale della compagnia di navigazione di non rinnovare il contratto in scadenza e di affidare le operazioni portuali ad altro terminalista».
Per Palazzo Rosciano, Lucarelli ha «evidentemente dimenticato» le decisioni che in questi 4 anni l'Authority ha prso «in favore dell'impresa per rispondere alle esigenze commerciali via via rappresentate»Ecco che nel contrattacco snocciola una serie di esempi. Come quando, a fine 2012, la Tirrenia ha sostituito per manutenzione la nave Puglia con la Dimonios (che però ha «dimensioni non compatibili con l'ormeggio all'accosto 54») e per consentire all'allora Unicoop di lavorarla è stato dato l'ok alla Calata Sgarallino «con varie proroghe dal 22 dicembre 2012 al 7 maggio 2013». Come quando, «dall'8 dicembre 2012 al 23 maggio 2013, in via straordinaria», è stato permesso a Unicoop Impresa di operare alla Calata Bengasi navi ro-ro «per l'imbarco di veicoli usati». Come quando «da maggio a ottobre 2013», sempre a Unicoop Impresa è stato consentito di operare navi ro-ro all'accosto 41 della Darsena Pisa («trasferendo a nostre spese un pontone per accosto poppiero, poi danneggiato da un incidente provocato da un dipendente di Lucarelli»).
L'Authority ricorda anche che: 1) dal 1° novembre 2014 ad oggi «è stato concesso ad Unicoop Impresa (ora Ltl), l'utilizzo in occupazione temporanea di una significativa parte del Molo Italia per la sosta di semirimorchi»; 2) in nome delle preoccupazioni occupazionali, si è agito «in temporanea e eccezionale deroga» alle Prg dando l'ok all'utilizzo della banchina pubblica Molo Italia Nord fino a fine 2016, per navi ro-ro della Tirrenia, in subordine alle navi da crociera; 3) come da accordo in prefettura, si è trasferito il 27 settembre al Molo Italia un pontone per accosto poppiero di proprietà dell'Authority chiedendo al Rina una deroga relativa alle verifiche a secco facendo i test col pontone in acqua.
La nota dell'Authority sottolinea che «fin dall'inizio 2009» ha cercato «nei limiti del possibile» di favorire il mantenimento della capacità operativa della società. Però tiene a ribadire che «non possiamo fare due cose»: 1) agire in contrasto con il Prg portuale «consentendo stabilmente l'utilizzo del Molo Italia Nord da parte di navi ro-ro» e su questo si cita una sentenza del Tar che dà ragione a Palazzo Rosciano; 2) «fare l'imprenditore al posto di Lucarelli trovandogli noi traffici compatibili con le infrastrutture da lui detenute in concessione».
Quanto al piano industriale «annunciato più che presentato», l’Authority dice che lo metterà in istruttoria «se e quando verrà formalmente depositato presso gli Uffici dell'Autorità portuale, ben felici di prenderlo in considerazione se conterrà iniziative compatibili con gli strumenti di programmazione dell'ente, a partire dal rispetto del Prg portuale votato anche dal sindaco di Livorno».
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