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Sono più cari, crollano i pass auto per Ztl e Zcs
Livorno, i permessi in deroga chiesti dai professionisti si sono ridotti quasi di due terzi dal 29 agosto quando il Comune ha chiesto l'integrazione
LIVORNO. Da quando il Comune ha deciso di far schizzare il pagamento a 150 euro, con aumenti anche di 130 euro (come nel caso dei medici, che pagavano 20 euro), il numero di permessi in deroga rilasciati ai professionisti e alle imprese per circolare e sostare nelle Ztl e nelle Zsc è letteralmente crollato. Dal 29 agosto, quando scadeva il pagamento dell’integrazione richiesta dall’amministrazione pentastellata, quasi i due terzi dei contrassegni in circolazione non risultano infatti confermati.
Lo raccontano i dati degli uffici di Palazzo Civico: prima del 31 agosto, guardando alle Ztl e alle Zsc, i permessi in deroga per i non residenti erano circa 4mila, oggi sono poco più di 1.430. In altre parole circa 2.500 aventi diritto (persone e imprese che per lavoro dovrebbero avere bisogno di accedere alle zone regolamentate) hanno deciso di non pagare l’integrazione richiesta in corsa e di rinunciare al contrassegno, che quest’anno è schizzato quasi per tutte le categorie a 150 euro (prima il costo oscillava tra i 20 e i 125 euro).
Attenzione: come spiegano dal Comune, è possibile che tra questi 2.500 livornesi che risultano “non pervenuti” ci siano anche professionisti che in realtà hanno pagato ma che si sono dimenticati di inviare la copia della ricevuta, come era previsto, agli uffici di piazza Civica (che quindi per il momento non li hanno registrati). In ogni caso - dopo mesi di botta e risposta tra amministrazione e categorie - i numeri fotografano una tendenza chiara, che va verso una diminuzione della domanda di contrassegni per le zone regolamentate del centro.
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Qualche esempio. Come mostrano i dati che pubblichiamo nel grafico in alto, dei 1.217 permessi in circolazione nei mesi passati per gli autocarri, ne risultano confermati 531. Sul fronte degli alberghi, risultano confermati appena 3 constrassegni su 19. Quasi dimezzati i numeri per gli agenti di commercio (da 160 a una settantina) e per le rimesse interne (da 536 a 257). Una riflessione a parte meritano i cosiddetti permessi rosa e i medici, due delle categorie con il maggior numero di pass e anche con il maggior numero di rinunce.
I permessi rosa erano stati introdotti nell’autunno del 2014 per permettere alle donne in gravidanza e alle famiglie con bambini fino a due anni di accedere alle Ztl e parcheggiare sia nelle Zsc che nei parcheggi rosa della città. Ad agosto l’annuncio dell’aumento da 30 a 90 euro (insieme all’annuncio che da gennaio non potranno più chiedere il pass le non residenti nel Comune di Livorno) ha innescato una petizione di protesta che è stata firmata da più di 500 mamme. Oggi i dati dicono che l’integrazione risulta non pagata (quindi il pass non confermato) per 576 permessi rosa su 703.
Anche tra le rappresentanze dei medici e l’amministrazione comunale nei mesi passati è andato in scena un lungo botta e risposta. Il costo del contrassegno è passato da 20 a 150 euro anche per i medici di base che devono fare le visite domiciliari. In contemporanea è stato deciso che da gennaio la gran parte delle altre categorie di medici (come gli specialisti in libera professione) non potranno più richiedere il contrassegno, che quindi cesserà di essere valido. Idem per i medici in pensione, che fino a oggi in qualche caso ne sono rimasti in possesso. C’è da immaginare che ad agosto abbiano deciso di pagare l’integrazione quasi solo i medici di base e che gli altri abbiano deciso di farne a meno prima della scadenza obbligata di dicembre, se è vero che dei 672 medici chirurghi che avevano il permesso ben 449 hanno rinunciato.
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