Sicurezza
INSICUREZZA QUEL CANCELLO È UN SIMBOLO
di ALESSANDRO GUARDUCCI Si chiude la stalla quando i buoi sono già scappati, recitava un vecchio adagio che ben si addice a ciò che è accaduto lo scorso fine settimana. Pare infatti che per rubare...
di ALESSANDRO GUARDUCCI
Si chiude la stalla quando i buoi sono già scappati, recitava un vecchio adagio che ben si addice a ciò che è accaduto lo scorso fine settimana.
Pare infatti che per rubare tre apparecchiature diagnostiche (più altra strumentazione), per un valore totale di 620 mila euro, i ladri abbiano usato un furgone entrando non dall’ingresso principale che è sorvegliato - e ci mancherebbe altro... - bensì da un cancello posto all’altezza dell’incrocio tra via Gramsci e viale Marconi che non sarebbe stato chiuso a chiave. Un’inchiesta interna dovrà adesso stabilire se le cose sono andate davvero così, intanto l’altro ieri mattina - poco dopo che si era sparsa la notizia del maxifurto - a bloccare il cancello in questione c’era una catena con un lucchetto nuovo di zecca. Meglio tardi che mai si dirà. Certo, ma intanto i buoi - pardòn il ladri- sono già scappati via con un bottino consistente.
E non è certo la prima volta che la struttura di viale Alfieri finisce nel mirino dei ladri: più volte sono spariti i televisori (l’ultimo caso del genere che si ricorda è accaduto l’inverno scorso al centro trasfusionale), in un paio di circostanze sono state letteralmente portate vie le casseforti del Cup (una volta addirittura con un fork-lift...) e nel maggio 2015 i ladri entrarono nella cappella dell’ospedale per scassinare e svuotare il tabernacolo portando via la pisside e le ostie consacrate. Insomma, il luogo della salute e della sicurezza continua ad essere sempre meno sicuro.
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