Gioco
Il fragile “guard-rail” fra la normalità e l’emarginazione
È sempre più fragile e esile il “guard-rail” che impedisce a tante esistenze normali di precipitare nel burrone dell’emarginazione. Lo raccontano i volontari in prima linea nella trincea del disagio,...
È sempre più fragile e esile il “guard-rail” che impedisce a tante esistenze normali di precipitare nel burrone dell’emarginazione. Lo raccontano i volontari in prima linea nella trincea del disagio, che si tratti della Caritas o del Cisom, della Svs o della Misericordia, solo per citarne alcuni. Siccome è la rete familiare l’unica protezione in tempi di welfare pubblico al risparmio, basta che salti in aria il legame familiare per trovarsi senza più protezione: con il patatrac del legame fra coniugi, magari insieme a un periodo di cassintegrazione o alla fine di un lavoricchio precario, ecco che arriva il rischio di non farcela più con il mutuo o con l’affitto. E si perde la casa.
È la tempesta perfetta: il “noreaster”, direbbero gli uomini dei cicloni meteo. Segno che la nostra normalità è vulnerabile: di fronte a un tornado sociale si resta nudi e fragili. Le nuove povertà non riguardano più fasce marginali lontane da noi: saltano categorie rassicuranti
come i clochard perché talvolta fra i travolti dall’impoverimento finisce anche chi fino all’altro ieri non se l’immaginava nemmeno di poter essere sull’orlo del precipizio. (ma.zu.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
