Il Tirreno

Livorno

Giubileo, ultimo atto In duomo si chiude oggi la “porta santa”

Ci sarà anche il cardinal Ruini: prima in S. Giulia per il suo libro, poi partecipando alla messa solenne alle 16,30 in cattedrale

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LIVORNO. A distanza di una settimana da quando è accaduto al santuario di Montenero, si chiude oggi in duomo la “porta santa” come atto conclusivo del Giubileo della misericordia della Chiesa cattolica proclamato da papa Francesco (in San Pietro la chiusura dell'analoga porta avverrà invece fra sette giorni). Per mettere l'accento sulla rilevanza di questo passaggio, alla messa in programma in cattedrale a partire dalle ore 16,30 (con diretta tv su Granducato) parteciperà il cardinal Camillo Ruini, gran regista delle strategie della Chiesa cattolica a cavallo fra l'inizio degli anni novanta e la seconda metà del decennio successivo.

Un'ora prima, cioè dalle 15,30, è previsto nella chiesa di Santa Giulia un incontro con l'alto prelato che metterà sotto i riflettori il confronto sui temi dell'ultimo libro di Ruini, “C'è un dopo?”, che curiosamente ha come editore Feltrinelli, cioè una “casa” culturale della sinistra made in Italy.

È da ricordare che il vescovo Simone Giusti ha scelto come “porta santa” della cattedrale un ingresso minore: quello laterale, che guarda verso via San Francesco. L’ultima traccia di storia sopravvissuta ai bombardamenti bellici, ma anche il modo per riscoprire il fonte battesimale della cattedrale.

Parlando nella sezione video del giornale on-line della diocesi, il vescovo Giusti ha messo l’accento sul fatto che il Giubileo della misericordia ha portato in Vaticano 200 livornesi appartenenti alle fasce diseredate della popolazione: persone seguite dalle mense Caritas, bambini rimasti senza genitori o con padri e madri in carcere.

Il vescovo ha raccontato l’incontro a tu per tu con il Papa: a lui ha spiegato i colloqui con i detenuti delle Sughere. «Papa Francesco mi ha risposto: sono questi ergastolani che si sono riconciliati con Dio che la porteranno in paradiso».

Le “porte sante” si chiudono ma solo formalmente, tengono a sottolineare dal quartier generale della curia e dal santuario di Montenero (che, come ripete don Alessandro Paradisi in un messaggio video, è un po’ «la “clinica dello spirito”»).

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di Redazione web