Giardini della stazione tra prostituzione e droga
Al Caffè Tirreno lo sfogo di residenti e pendolari: zona da riqualificare «Quando cala il buio arrivano tanti sbandati, servirebbe più illuminazione»
LIVORNO. Per chi vive nei dintorni (e per i pendolari) quei giardini sono diventati un incubo. Lo spaccio di droga e la prostituzione – soprattutto quando fa buio, ma anche di giorno – sono ormai diventati la normalità nei dintorni della stazione ferroviaria. Un posto che, per i residenti, potrebbe essere bellissimo e dalle grandi potenzialità. Ma che purtroppo con il tempo si è trasformato in una delle aree più pericolose. Nella terza tappa del Caffè Tirreno, giovedì pomeriggio, molti cittadini sono venuti a trovarci anche all’esterno della stazione dei treni.
E purtroppo le loro parole non sono state piacevoli. «Il quartiere va riqualificato – afferma Rajesh Barbieri, un residente di via Tripoli e fra i primi ad arrivare – invece le amministrazioni hanno preferito occuparsi del centro e di Ardenza, solo per fare alcuni esempi. Su questo asfalto dissestato molte persone sono cadute dalla bici. Rischiano di farsi del male». La sera, con l’arrivo degli ultimi treni carichi di pendolari, alla stazione si rifugiano anche molti senzatetto. La maggior parte di loro arriverebbe da Pisa e, almeno di giorno, non resta nella nostra stazione. «Qui a Livorno saranno una cinquantina – racconta Barbieri – e dormono dove capita: dentro l’edificio, sui treni, oppure all’aria aperta: pure col freddo. È gente povera, con un trascorso difficile e va aiutata. Persone che soffrono e hanno sofferto tantissimo».
La loro presenza, senza dubbio, non rende la percezione della zona più sicura. «Soprattutto quando fa buio – racconta il residente di via Tripoli – si assiste a episodi di spaccio. Qui è diventato la normalità: l’illuminazione dei lampioni non va vista come uno spreco di denaro pubblico, ma come un deterrente. Più c’è luce, meno la gente spaccia stupefacenti».
Per i senzatetto, invece, davanti alla stazione secondo Barbieri servirebbe un centro di informazione e uno di accoglienza. «La sera si riversano tutti qui – dice – e bisognerebbe pensare a come risolvere il problema, altrimenti la situazione non cambierà: quando passano Caritas, Croce Rossa, Misericordia o le altre associazioni per dar loro da mangiare, è una lotta fra poveri».
I giardini davanti alla stazione avrebbero grandi potenzialità. Lo dicono in primis i residenti. Come Michela Guantini, che vive nella zona del viale del Risorgimento. «I giardini sarebbero un bel luogo dove portare i bambini, ma c’è prostituzione a tutte le ore. Mi dispiace tantissimo, perché in alcuni casi sono ragazze giovanissime, vorrei che si facesse qualcosa per aiutarle. Chiedo di rendere il parco un po' più vivibile».
Nell’area verde si vedono dai carrelli della spesa rovesciati ai cartelli stradali divelti. Giovedì, dalla parte del cavalcavia, c’era un’auto della polizia municipale a presidiare. «Quest’area si presta bene a ospitare ad esempio eventi musicali – riprende Barbieri – e sarebbe bello se vi si organizzassero cose di questo tipo. Invece non è così. Non aspettiamo la riqualificazione delle Terme del Corallo: facciamo qualcosa subito».
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