Il Tirreno

Livorno

Piazza Garibaldi più bella e più sicura con i soldi di Firenze

di Samuele Bartolini
Piazza Garibaldi più bella e più sicura con i soldi di Firenze

Incentivi per riaprire i fondi sfitti, totem e wifi: la Regione approva il progetto di Confesercenti e mette 90mila euro

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LIVORNO. Chioschi dove sorseggiare un buon caffé vista Fortezza Nuova. Tavolini all'aperto dove chiacchierare in tranquillità senza che qualcuno ti rubi la borsa. E poi un totem multimediale che tutti possano facilmente raggiungere che racconta gli eventi della sera in piazza e in città. È il sogno della Confesercenti e del suo direttore Alessandro Ciapini. Far rinascere la storica piazza Garibaldi e tutto il quartiere, da molti anni segnato da polemiche e proteste da parte di cittadini ed operatori economici che lamentano situazioni di crescente degrado, atti di vandalismo, disturbo della quiete pubblica e comportamenti illegali di varia natura.

«Il problema – racconta il direttore Ciapini – sono i fondi rimasti sfitti e i minimarket aperti 24 ore al giorno frequentati da alcolisti. Ma il parroco don Edoardo Medori ha già dato la sua disponibilità, gli anziani che abitano sulla piazza che non hanno mai pensato di andarsene via altrettanto. Vogliono raccontare la storia del quartiere Garibaldi. E noi come Confesercenti ci siamo presi l'impegno di ripartire dal basso per eliminare il degrado, coinvolgendo tutti: italiani e stranieri».

Appoggiata dal Centro commerciale naturale “Antico Borgo Reale”, la Confersercenti ha proposto momenti di formazione rivolti ai commercianti (ma aperti anche alla cittadinanza), animazioni territoriali e interventi di micro-riqualificazione urbana che nascano da un percorso partecipativo. Meno degrado e trovarsi a proprio agio vuol dire anche offrire un'agile offerta di servizi digitali, a partire magari da una wifi gratuita. È quello che viene proposto, in modo da trasformare piazza Garibaldi in un'area smart da vivere, con totem che consentano anche di ricaricare gratuitamente i propri dispositivi elettronici.

Si punta a riaprire temporaneamente alcuni fondi sfitti recuperati, attraverso anche incentivi economici ai proprietari: i locali verrebbero concessi gratuitamente ad artigiani, artisti o associazioni selezionati con un bando. Sono previsti inoltre sostegni agli imprenditori che affitteranno i fondi sfitti in modo da rilanciare commercialmente l'area.

«Dobbiamo far tornare la gente in piazza», sintetizza il direttore della Confesercenti di Livorno. E i soldi? Ce li mette la Regione. Costo previsto: 90mila euro. La filosofia di questi interventi è stata illustrata ieri a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della giunta regionale a Firenze. La Regione, con il contributo anche del consiglio regionale, finanzierà infatti cinque progetti di altrettante città toscane capoluogo. Presenti Pisa, Lucca, Firenze e Prato. La città di Livorno è l'unica senza la partecipazione del Comune. La somma regionale complessiva: 597 mila e spiccioli contro il degrado e per una maggiore sicurezza urbana.

Soddisfatto l'assessore regionale alla sicurezza Vittorio Bugli, che ha aggiunto: «Sono progetti completamentari rispetto ad altre linee di intervento come ad esempio la videosorveglianza, su cui stiamo valutando le proposte giunte rispetto ad un bando appena chiuso. Sono progetti sperimentali che puntano a intervenire laddove esistono fragilità, sociali o nel tessuto urbano, per capirle anzitutto e migliorare poi il contesto. E dopo queste prime cinque città, l'intenzione è naturalmente quella di proseguire con gli altri capoluoghi».

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