La protesta
Telefonate moleste: tutelare i cellulari, lo chiede Agcom
Anche l’Autorità per le Comunicazioni al Senato si pronuncia a favore della riforma del Registro delle Opposizioni - FIRMA: La campagna del Tirreno per cambiare la legge e tutelare il consumatore
Ora lo dice anche il presidente dell’Autorità Garante nelle Comunicazioni: «Aprire il Registro delle Opposizioni a tutte le numerazioni mobili e fisse, anche quelle non incluse negli elenchi pubblici» potrebbe aumentare il grado di protezione degli utenti dalle telefonate commerciali indesiderate.
Angelo Marcello Cardani è il primo presidente di Autorità in audizione in commissione Comunicazione al Senato. È la commissione che dall’inizio del mese discute la proposta di legge della senatrice Anna Bonfrisco (CoR) per riformare il Registro delle Opposizioni, l’unico strumento oggi esistente in Italia per difendere gli abbonati dal telemarketing selvaggio. Il problema è che al momento il Registro delle Opposizioni tutela solo i numeri iscritti negli elenchi telefonici, come denuncia Il Tirreno nella sua campagna per modificare la legislazione in vigore. E sulla necessità di una riforma oggi concorda il presidente di Agcom: «L’estensione del Registro delle Opposizioni a tutte le numerazioni potrebbe costituire un volano per aumentarne l’efficacia finora non sufficiente a tutelare effettivamente gli utenti dalle telefonate indesiderate». Non solo. Sulla scia di quanto propone Il Tirreno, anche Agcom auspicherebbe che l’iscrizione di un numero telefonico «nel Registro delle Opposizioni annullasse i consensi già rilasciati (spesso per pigrizia, più che per una reale volontà), almeno per ciò che concerne la cessione dei dati a soggetti terzi».
Inoltre il presidente Cardani propone di estendere il Registro «nel prossimo futuro anche ad altre tipologie di contatto (ad esempio e-mail, indirizzi postali, etc.).
Proposta analoga è contenuta nel ddl contro le telefonate moleste della senatrice viareggina Manuela Granaiola, incardinata in commissione al Senato pochi giorni fa. La proposta, in 7 articoli, va a modificare il Codice della Privacy per garantire ai cittadini di non essere disturbati da pubblicità indesiderata. Infatti, aggiunge l’obbligo di iscrizione nel Registro delle Opposizione anche ai dati necessari «all’invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale».
Un ulteriore sviluppo «molto interessante del Registro delle opposizioni - conclude il presidente di Agcom - potrebbe essere di creare un portale centralizzato attraverso il quale gli utenti possano verificare e gestire tutti i consensi rilasciati, con chiara indicazione dei soggetti coinvolti e delle tipologie dei consensi stessi. A ciò occorrerebbe affiancare un’efficace attività di vigilanza con sanzioni per i trasgressori: l’attività è resa più gravosa dal proliferare di contact center fuori dai nostri confini».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

