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Livorno

Guerrini al vertice Asa salta l’assemblea Lite social fra sindaci

Guerrini al vertice Asa salta l’assemblea Lite social fra sindaci

Nogarin: bravo ma bocciato solo perché non ha la tessera Pd Gli amministratori “dem”: la giunta M5s tiene tutto bloccato

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LIVORNO. Venti di tempesta all’Asa per la nomina della presidenza del consiglio di gestione sfociata in un braccio di ferro fra il sindaco M5s livornese Filippo Nogarin e il fronte dei sindaci Pd con in testa quello di Collesalvetti Lorenzo Bacci.

Il Comune di Livorno indica Andrea Guerrini, docente di economia aziendale e management presso l’Università di Verona, ma gli altri enti locali non lo sostengono. Anzi, in mezzo a questa battaglia campale il socio privato Iren decide di non presentarsai all’assemblea che dunque salta per mancanza di numero legale.

La fumata nera fa infuriare Nogarin che affida a Facebook un attacco frontale: accusa il Pd di aver bocciato Guerrini («uomo lontano dalla politica ma molto preparato sul tema dell’acqua») solo perché nel suo curriculum di «economista di alto livello» c’è «una macchia»: quella di «non avere la tessera del Pd». Dito puntato anche contro i membri del consiglio di sorveglianza nominati dal socio privato: il motivo ufficiale – dice Nogarin – è che Iren avrebbe gradito un nome condiviso da tutti i soci pubblici. Ma il sindaco M5s sbotta: «A quale titolo il partner privato si intromette in dinamiche chiaramente politiche? E sopratutto, perché dopo averci pressato per mesi con la richiesta di nominare il nuovo presidente, Iren decide di fare un passo di lato proprio a ridosso dell’elezione?».

Rimbalza su Facebook poco più tardi la replica di Bacci. Rimprovera a Nogarin di non aver voluto parlare con gli altri sindaci riguardo al candidato da proporre («eppure rappresenta tutti i Comuni soci di Asa»), di aver disertato l’incontro e aver “parlato” solo «tramite il duo Ceravolo-Sorgente». Nel mirino del fronte dei sindaci Pd è anche il presidente del consiglio di sorveglianza Nicola Ceravolo: «Con arrogante sicumera ci liquidava dicendo che, avendo l’accordo con il socio industriale Iren, anche se i membri del consiglio di sorveglianza nominati dai Comuni a guida Pd si fossero astenuti, sarebbe comunque passato».

Le amministrazioni a guida “dem” se la prendono col fatto che «nonostante giaccia da mesi sui nostri tavoli un potenziale piano industriale da 85 milioni di euro, che ci darebbe la sicurezza (oggi assente) di poter partecipare alla gara del gas, di fare investimenti fondamentali e di garantire un futuro di sviluppo ad Asa, nonostante si sia riunita una commissione bipartisan composta anche da Lemmetti e Ceravolo, che ha prodotto una controproposta da fare a Iren al momento riposta nei cassetti di Nogarin, tutto resta fermo, immobile».

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