Il Tirreno

Livorno

Crocieristi in Fortezza 250 turisti extralusso stregati da lirica e cibi

di Mauro Zucchelli

Il direttore marketing: andiamo al di là delle escursioni per dare a chi è a bordo una “esperienza di emozioni”

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LIVORNO. L'Intermezzo mascagnano dell' “Amico Fritz” e l'aria pucciniana del “Nessun dorma” eseguite dai cinquanta musicisti dell'Ensemble Bacchelli nella sala della Canaviglia, l'aperitivo con il meglio dei cibi toscani doc nel cuore antico della Fortezza Vecchia. È questo l'identikit con cui Livorno si è presentata agli occhi dei 250 turisti, soprattutto americani, arrivati a bordo della nave da crociera Silver Wind. Certo, la scenografia è quella di un magnifico fortilizio mediceo ma questo “menù” dice che non è indispensabile avere architetture uniche al mondo – come la Torre Pendente a Pisa o il Campanile di Giotto a Firenze – per incantare i turisti.

Quel che conta è l’“esperienza” che si riesce a offrire a chi arriva fra noi: talvolta possono essere eventi (com'è stato mesi fa per la “Cavalleria” al teatro Goldoni), talaltra invece cuccagne gastronomiche (e la Toscana non è seconda a nessuno). Questo non ci metterà alla pari con le grandi città d'arte della nostra regione che hanno stregato il mondo ma dice che Livorno può essere qualcosa di più del semplice punto di passaggio: il molo sul quale i vacanzieri in arrivo dal mare sbarcano per sparire subito via pullman verso Firenze, Pisa, Lucca o chissà dove. Qui ci sono meno super-monumenti che altrove? Ok, ma con quanto i nostri territori hanno prodotto nei secoli come arte, lirica, cinema, libri, cibi o vini, il problema è tutt'al più come tradurre questa ricchezza culturale in eventi che la traducano in una “esperienza” da poter trasmettere al turista.

Tutto questo è saltato fuori in occasione del doppio appuntamento – scambio di crest al mattino, musica e cibi nel tardo pomeriggio – con cui l'Authority e la Porto 2000 hanno inteso mettere l'accento sulla collaborazione con la Silversea, compagnia di navigazione con quartier generale nel Principato di Monaco specializzata nelle crociere extralusso: appartiene a Manfredi Lefebvre d'Ovidio, figlio del giurista Antonio dei conti di Balsorano (il cui nome finì negli anni '70 nello scandalo Lockheed).

«Siamo l'unica azienda familiare in mezzo a colossi multinazionali», dice Massimo De Caro, direttore marketing della società: «Fra tante catene di abbigliamento noi teniamo a essere il sarto che a ciascun cliente offre un vestito cucito su misura». Otto navi da crociera, tutt'altro che kolossal: anzi, piccole (da 100 a 540 passeggeri, principalmente nordamericani ma anche inglesi e australiani, «e ora cominciano pure i cinesi»). Tipologia? Extralusso formula all-inclusive. Basti ricordare il magnate arabo che voleva un elicottero per andare a giocare a golf e chiedeva che atterrasse davanti alla nave da crociera ormeggiata nel porto di Livorno.

Non c'era da celebrare un anniversario o un evento straordinario: semplicemente il porto di Livorno ha dedicato «una giornata speciale nel nome di un rapporto di collaborazione che va avanti da quasi vent'anni», hanno sottolineato il commissario dell'Authority Giuliano Gallanti, così come Massimo Provinciali e Pierluigi Giuntoli, esponenti del vertice di Porto 2000. Alla cerimonia in Fortezza era presente anche l'assessore al turismo Francesco Belais: e stavolta tira aria di feeling d'amorosi sensi fra il Comune e l'Authority, che spesso invece non si risparmiano cannonate. Da un lato, Provinciali: «Ci consideriamo cerniera fra porto e città». Dall'altro, Belais: «Lavoriamo con Authority e Porto 2000 in sinergia per far capire che Livorno ha molto da offrire grazie alla sua storia così particolare e multiculturale».

Quella di ieri era la 215ª toccata delle navi del gruppo monegasco da quando nel '98 la Silversea ha debuttato a Livorno. «I nostri clienti li chiamiamo per nome, a bordo trovano un membro dell'equipaggio per ciascun crocerista: puntiamo a qualcosa che vada oltre le escursioni, e a Livorno abbiamo incrociato una snellezza organizzativa che ha saputo darci risposta», afferma De Caro. Possibilità di far crescere la collaborazione? De Caro è ottimista: «Alla nostra formula e al nostro tipo di clientela interessa l' “esperienza turistica” da offrire. Dunque, Livorno è sì la porta di accesso alla Toscana ma è anche una città che scopro molto bella: la Fortezza Vecchia è splendida e eventi come il concerto organizzato per noi dànno ai nostri turisti le emozioni di un territorio, a maggior ragione apprezzate perché esclusive». Del resto, chi è alla quarta o alla quinta crociera forse non ha più voglia di tornare a vedere quelle meraviglie che pure sono il Prato dei Miracoli o la Cupola del Brunelleschi: sono immagini già “consumate” (fra viaggi precedenti, foto su riviste e web, cartoline, ecc.). Meglio la visita a una cantina di archi-star a sud di Bolgheri, la scoperta dei Fossi o del mercato centrale mai visti prima…

Qualcosa che sembra sulla stessa lunghezza d'onda delle idee dell'assessore Belais quando parla di “turismo emotivo”: il viaggiatore evoluto – sostiene – vuol andare oltre le immagini da cartolina e entrare in sintonia con il luogo che sta scoprendo. Ma è il comandante della Silver Wind, Marco Sangiacomo, a indicare la prospettiva: «Questa fortezza è meravigliosamente suggestiva: se lo immagina cosa potrebbe rappresentare per un turista scoprire qui l'artigianato o i cibi che hanno reso la Toscana famosa nel mondo?».

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