Il Tirreno

Livorno

«Fuori da Retiambiente il concordato salta»

di Giulio Corsi
«Fuori da Retiambiente il concordato salta»

La relazione del commissario giudiziale Serini: Aamps resterebbe senza contratto e il piano decadrebbe

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LIVORNO. Il futuro di Aamps ha una sola strada: quella dell'entrata in Retiambiente. A metterlo nero su bianco stavolta non sono né la Regione né l'Ato, ma il commissario giudiziale Fabio Serini nella relazione depositata il 4 novembre in cancelleria, secondo i tempi indicati dall'articolo 172 della legge fallimentare, che ne prevede la presentazione 45 giorni prima dell'adunanza dei creditori, slittata al 21 dicembre.

Serini dice anche altro: sul successo del piano di concordato, al di là del voto dei creditori, rimarrà una spada di Damocle. Che è quella - sostanzialmente - legata al coordinamento del piano col business plan di Retiambiente.

«Al momento - scrive - non può affermarsi con sicurezza, in chiave prospettica, né la certa fattibilità del piano, né la sua conclamata non fattibilità».

Come abbiamo scritto più volte su queste pagine, il nodo principale è legato alla prosecuzione dell'attività di Aamps per 5 anni, messa in discussione dall'entrata in funzione di Retiambiente.

VIA A RETIAMBIENTE. Serini evidenzia i ritardi del gestore unico, ma anche i passi avanti recenti. «Se sembra che si debba escludere che RetiAmbiente possa divenire operativa in un lasso di tempo contenuto, non è inverosimile che ciò possa accadere in un futuro più o meno prossimo, in un momento che ricada all'interno dell'orizzonte dal piano di concordato», scrive. Evidenziando che «a partire da quel momento l'affidamento diretto del servizio all'Aamps da parte del Comune di Livorno pare destinato a perdere efficacia, atteso l'obbligo di transitare per il tramite dell'Ato e, quindi, di RetiAmbiente».

CONFERIMENTO SÌ O NO. E' chiaro che sarà il Comune di Livorno - proprietario di Aamps - a dover giocare il pallone, decidendo di fare retromarcia rispetto alle linee di mandato dei 5 Stelle e conferendo l'azienda in Retiambiente, oppure andando avanti per la propria strada (la società in house) basandosi sul fatto che Aamps ha un contratto fino al 2030 col Comune (ma, come noto, c'è una delibera della giunta Cosimi che prevede la decadenza di quel contratto quando Retiambiente sarà funzionante).

«Se quando la società diverrà operativa il Comune avrà completato il conferimento di Aamps, quest'ultima potrà continuare a svolgere il servizio di gestione dei rifiuti quale emanazione del titolare dell'affidamento, dal momento che RetiAmbiente risulterebbe essere l'unico socio di Aamps», scrive Serini.

«Al contrario - aggiunge -, laddove l'attività di RetiAmbiente dovesse essere avviata in assenza del conferimento, Aamps non solo vedrebbe verosimilmente caducato l'affidamento, ma sarebbe priva del necessario nesso con il nuovo affidatario, con conseguente difficoltà di predicare con fondamento la regolare proseguibilità dell'attività d'impresa da parte della società oggi sottoposta a procedura».

Le conclusioni di Serini sono tranchant: «Nel primo caso (conferimento, ndr) l’eseguibilità del concordato non verrebbe inficiata, salvo che il business plan di RetiAmbiente risultasse incompatibile col piano di concordato. Nel secondo, invece, risulterebbe obiettivamente arduo predicare il pieno perdurare del requisito della fattibilità».

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